SVETLANAS: Naked Horse Rider

Qual’è il miglior posto dove riposare…ma quale cimitero, anzi e mi gratto anche le palle…!Ma il divano…si perchè non so voi, ma io l’unico posto dove riesco a spararmi chiassosi decibel nelle orecchie e nel contempo stesso rilassarmi è proprio li, sdraiato sul mio bel divanone di pelle nera…sai che spasso quando fuori ci sono tipo 40 gradi all’ombra, si suda come maiali e le due pelli vanno in attrito tra di loro…!!!Si passa 0 a 2 da un dolce frescolino, ad un appiccichio bestiale!!!Cmq…, si diceva dei chiassosi decibel nelle orecchie, ecco, il cd che ho provato ad ascoltare è l’ultimo capolavoro degli Svetlanas, band punkrock ItaloRussa, la quale ho avuto il piacere di recensire tempo fa l’ultimo split, “Hot War“, uscito insieme agli americani Adolescents!L’oggetto in questione invece si intitola  “Naked Horse Rider” e si tratta dell’ultimo lp uscito per Altercation Records non meno di una settimana fa. Sono stato attirato prima di tutto dalla copertina e poi dal fatto che comunque il records è stato prodotto niente popò di meno che da Blag Dahlia, frontman assoluto dei punkrockers Dwarves…vi dico solo che averli visti dal vivo è uno spettacolo assoluto…!!

Ma veniamo al dunque…la conoscete su per giù la storia degli Svetlanas? Sintetizzata al massimo…la frontgirl si chiama Olga, per vari motivi sono stati bannati da madre Russia, spie del KGB, espatriati poi in Italia e ora sono diventati una mezza specie di icona del movinento punkrock italiano ed estero a colpi di vodka kalashnikov e rock’n’roll. Naked Horse Rider, rientra a pieno titolo in quella cerchia di lp antipatria stile Anti Flag, basta leggere alcune delle tracce per capire che gli Svetlanas sono incazzati neri con madrepatria Russian…tanto per citarne una a caso “Tinky Winky“, no no, non il soggettino dei teletubbies e comunque penso che qualche affinità di coppia centri qualcosa con Putin… inneggiandolo a leccargli il clitoride (I told Putin suck my clit), per non parlare poi di “Sacrifice Your Orifice“, il titolo dice tutto, però ganza davvero!!! In generale i testi sono veramente forti, cioè, tra vaffanculi, cazzi, clitoride, orifizi vari…il tutto ha un suo perchè. Ciò che rende il disco così eccezionale non è la dura opera d’arte , ma il testo delle canzoni incredibilmente ironiche, che rendono evidente il motivo per cui gli Svetlanas non saranno in grado di tornare in Russia tanto presto!!

Tuttosommato, è un album fresco, con schitarrate veloci e picchettate rapide di batteria con variazioni annesse, il tutto accompagnato da un ottimo, classico, urlato, cantato stile punkrock dove la “r” e cadenza tipicamente russa, la fa da padrona…ah dimenticavo “Revenge“, io lho vista fare live a un concerto a Bologna, proprio insieme ai Dwerves…da bypass!!!!….”You’ll be corrected, Stalin resurrected…”…la chiesa ortodossa russa ne andrebbe fiera di questo album!!!