SZIGET FESTIVAL 2005

SZIGET FESTIVAL 2005
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Prendete il giorno migliore della vostra vita e moltiplicatelo per otto…quello è lo Sziget Festival, festival che si tiene da 13 anni sull’isola di Obuda, lungo il tratto del Danubio che passa da Budapest. Quest’anno a detta di tutti i veterani è stato l’anno con maggiore affluenza, 70.000 persone in media ogni sera per dare vita a uno dei più grandi festival del mondo…musicalmente si trova di tutto, se siete una di quelle persone che si scandalizzano se qualcuno ascolta sia metal che world music, sia punk che musica zigana, passate alla prossima recensione, perchè questo festival si basa sull’apertura mentale della gente, e ciò che la gente viene qui a sentire non è punk, non è rock, non è pop…è Musica!
Ma passiamo alla cronaca del festival.

SZIGET FESTIVAL10/17 Agosto 2005Budapest, Ungheria

GIORNO 1
Un festival di 8 giorni il cui primo giorno inizia con gli Ska-P non può che essere un grande evento: grazie al fatto che avevano solo un’ora e non dovevano fare bis, la scaletta dei vallekani è stata incredibile: tutte le hit (tranne purtroppo Mis Colegas) sciorinate una dopo l’altra tra l’esaltamento della platea immensa: A la mierda, Derecho de admission, El vals de l’obrero, Simpatico Holgazan (recuperata dopo tanto tempo) e la conclusione galattica con Kasposos sono stati i cavalli di battaglia della band, che ha trovato due minuti per riposarsi mentre un esaltatissimo Joxemi ci regalva una versione semplicemente commovente di I wanna be sedated dei Ramones solo chitarra e voce.
Il resto della prima giornata è trascorsa senza alcun concerto importante per i lettori di Punkadeka (Morcheeba, Sean Paul, Obituary…), per mia curiosità personale ho visto Sean Paul, l’ho trovato un tamarro di quart’ordine e me ne sono andato a cercare una tenda dove andare a ballare…ora, lo Sziget Festival è una piccola città, e come ogni città ha i suoi posti dove mangiare, dove andare a divertirsi, a bere…e qui ce n’è per tutti i gusti: sound system drum’n’bass, tendoni rock/metal, postazioni techno, un gigantesco tendone dance, poi ancora posti dove ballare reggae, afro, world music, ristoranti di tutte le etnie (il migliore quello indiano), bar provenienti da tutto il mondo, ecc…il tutto a prezzi ridicoli: una birra media costava 1,10€ e il resto tutto in proporzione. Impossibile non tirare la mattina ballando e bevendo.

GIORNO 2
Devo dire che tra la tammurriata di Enzo Avitabile e i Bottari sulWord Music Stage e la techno degli Underworld c´é veramente poca differenza…giusto gli strumenti e il suono, ma l´idea di fondo (ritmiche ossessive in cui la gente si puó perdere dall´inizio alla fine del pezzo ballando)é sempre quella…quando é iniziata Born slippy degli Underworld é stato palese che molta gente era li solo per quel pezzo (anche io), memore che quel pezzo ha sottolineato le immagini di quel capolavoro della cinematografia mondiale che è “Trainspotting”.
Sul Wan2 stage la sera ha visto protagonisti gli International noise conspiracy, fautori di un punk rock’n’rolleggiante molto coinvolgente ma che ha bisogno ancora di qualche buona idea melodica in più per spiccare veramente il volo. Vedendo il concerto dei Noise Conspiracy e le migliaia di altri palchi in giro per l’isola, ho capito qual è il filo conduttore che unisce i partecipanti a questo festival: L’ENTUSIASMO. In qualsiasi concerto, su qualsiasi palco la partecipazione del pubblico è altissima sia esso formato da fighetti, famiglie, metallari, punkabbestia, bambini e nonni. Mai in questi giorni ho visto un pubblico distaccato o ammassato al bar come spesso succede ai concerti in Italia; il top della partecipazione però la si toccava nella tenda zigana, dove migliaia di persone diverse si ritrovavano a ballare insieme ritmi ultracoinvolgenti e il boato che esplodeva alla fine di ogni pezzo era la testimonianza di un entusiasmo veramente fuori dal normale.

GIORNO 3
Il 12 Agosto alle ore 16.30, la leggenda calcò il palco dello Sziget Festival: direttamente dalla Jamaica, il gruppo (di cui ormai sono rimasti solo 3 componenti originali) che ha suonato con Bob Marley: tHE wAILERS. Tra le prime file c’è un numero esagerato di ragazze molto giovani giunte da qualsiasi parte del mondo (Germania, Francia, Spagna…), e la rappresentanza maschile è ridotta al minimo. Dopo qualche pezzo di riscaldamento inizia il delirio: Stir it Up, Jammin, I shot the sheriff, One love, Buffalo soldier, Exodus, il fantasma di Bob Marley aleggia sull’isola e la gente è in delirio…70.000 persone ballano, saltellano, le good vibrations sono ovunque, e fino alla fine il singalong sui pezzi più famosi è praticamente d’obbligo. Concerto stupendo, con questi vecchi leoni giamaicani ancora in grado di graffiare a fondo.
La sera c’è uno dei concerti più attesi del festival: i Turbonegro, per la prima volta in Ungheria. Purtroppo arrivo poco prima del loro inizio, al tendone chiamato wan2 e mi accorgo che arrivare a vedere qualcosa sarà difficile: la calca nel tendone è disumana, avrebbero dovuto spostarlo sul palco principale data l’attesa spasmodica. Dopo l’intro dell’ultimo album inizia All my friend are dead e il Wan2 esplode letteralmente. L’esibizione dei cinque figli di puttana scandinavi è incredibile, precisissima, potente e con una scaletta ben equilibrata tra pezzi vecchi e nuovi, e vede come conclusione The age of Pamparius con l’inevitabile invasione di palloncini che manda in visibilio il pubblico caldissimo. Altro gran concerto. Li attendiamo al Rock in Idro a inizio Settembre.Beh, dopo un concerto così non ci rimane che andare a passare il resto della nottata e la prima mattinata al bar dove si balla sui tavoli, dove la mega hit della sertà sarà “Salvami” di Jovanotti. Beh…Ve l’ho detto, l’apertura mentale prima di tutto!

 (continua…)


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