Sziget Festival 2015 Live Diary: Giorno uno

Sziget Festival 2015 Live Diary: Giorno uno
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Sziget Festival 2015 Live Diary: Giorno uno

Buongiorno a tutti, qui sull’isola di Obuda fa un gran caldo, ma c’e’ un piacevole venticello, il tempo perfetto per chiudersi in un ufficio con l’aria condizionata a cannone e raccontarvi cosa e’ successo ieri.
Ieri e’ successo che la musica ungherese mi ha dato una lezione di umiltá. Sul Main Stage erano previsti 3 gruppi ungheresi prima dell’headliner, “quello figo dei Take That” (definizione delle mie compagne delle superiori), ammetto che ho avuto un atteggiamento piuttosto ignorante nei confronti delle band di apertura…in poche parole non mi interessavano, i primi sembravano una boy band, i secondi sembravano dei frikkettoni (a vedere qua e la su youtube) e quindi mi son trovato altro da fare. Grave errore!
Hanno aperto i The Biebers, un nome veramente brutto e banale, per una band che ha letteralmente SPACCATO…e’ vero, si presentano come dei fighetti appena usciti dall’estetista, ma mai fermarsi alle apparenze: il batterista picchia come un fabbro ferraio, il chitarrista e’ un guitar hero, e le canzoni sono un misto ultracoinvolgente di dance, pop, rock che iniziano freschi e allegri e ad un certo punto, quando non te l’aspetti, entra una doppia cassa DA MACELLAIO alla Vinnie Paul (e non sto esagerando)…poi iniziano un pezzo dance che sfocia in uno ska degno delle migliori band inglesi e finisce con un mega assolone alla Malmsteen col batterista che fa il solito inferno. Insomma, dei fighetti con sotto due palle cosi’…e perche’ no? Si passa la vita a dire che non bisogna essere schiavi delle apparenze e ti ritrovi a un certo punto che lo fai anche tu, e poi arriva qualcuno (in questo caso i The Biebers) che te lo ricorda di nuovo. A ribadire che sono comunque un gruppo pop arrivano due cover: una cosi cosi di “Uptown Funk” e una esplosiva di “Word up“.
Dopo di loro ho trovato un tendone vicino al Main Stage in cui fanno film ungheresi sottotitolati in inglese, mi metto comodo e mi perdo l’esibizione degli Ocho Macho. Altro errore! Faccio in tempo a vedere gli ultimi 25 minuti, e scopro una sorta di moderni Mano Negra, che mischia punk superveloce, reggae e ska, con fiati super presenti e un coinvolgimento del pubblico veramente grandioso. Rubacchiano due o tre riff (Malavida e Mano Negra) ma le considereremo citazioni, e chiudono in trionfo mentre 20.000 palloncini vengono liberati sopra il pubblico.
Come primo giorno non c’e’ male.
Oggi Babylon Circus, Gentleman, se ho voglia alle 23 tributo a Bob Marley e all’1.30 Infected Mushroom.


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