TALCO: Combat Circus

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TALCO: Combat Circus

Finalmente i Talco ritornano in pista con un nuovo full-lenght. Perchè dico finalmente?! Semplice, la scena punk italiana ed europea ha bisogno di band come loro, animate da vera e sincera passione per questa musica che non si lasciano fuorviare da effimere mode imposte dal music business.
In “Combat Circus” ritrovo tutte quelle cose che più di dieci anni fa mi fecero avvicinare a questa musica: energia, anti-fascismo, sincerità, coerenza, voglia di cambiare e lottare per un mondo migliore. Questi ragazzi riescono ancora a trasmettere emozioni con i loro strumenti e riescono a mettere in musica vere e proprie poesie che ti toccano il cuore.

La band è cresciuta, sia da un punto di vista musicale che di testi, dimostra una maturità e coerenza che poche band hanno ancora. I chilometri macinati dal loro furgone gli hanno regalato sicuramente tanta esperienza ma soprattutto tante emozioni che loro riversano in questo album.
AntiFascismo militante, Punk, critica sociale, Ska, energia e un pizzico di folk sono gli ingredienti di questo ambizioso “concept album” dei Talco che tramite la metafora del circo analizzano la disastrosa situazione della sinistra italiana.

Da un punto di vista musicale i Talco si presentano con un sound decisamente più solido e senza risultare mai banali riescono a fondere la loro anima prettamente ska-core con l’energia del punk e la melodia del folk.
Sinceramente trovo che “Combat Circus” sia quanto di meglio la scena ska-core internazionale abbia visto negli ultimi anni, i Talco sono riusciti a dimostrare come questa musica abbia ancora molto da dire (non che abbia mai avuto alcun dubbio), a dispetto di molti giornalisti (di certa carta stampata e alcune webzine) ormai inebetiti dalla bellezza dei lunghi ciuffi.

Un album che probabilmente non riscuoterà mai il successo che merita (anche se non me lo auguro ovviamente!), solamente perché questi ragazzi hanno la sfortuna di credere ancora in valori veri e non si piegano alle logiche di mercato che fanno si che band “discutibili” comprino (letteralmente parlando!) il favore del pubblico e inondino di “nulla” la scena.
N.B. Il voto sarebbe 10, ma purtroppo l’artwork non rende merito alla musica dei ragazzi.
Voto : 9 ½ (Un album che invece di parlare di sterili “emozioni” riesce a trasmetterle e a toccare il cuore. Eccellente!)
Ps. consigliato vivamente a tutti i ragazzi con la piastra per i capelli sul comodino. Visto mai che smettono di pensare alle loro chiome e inizino ad ascoltare della buona musica 🙂


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