TALCO: Gran Galà

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TALCO: Gran Galà

A due anni di distanza dall’ultimo album i Talco ritornano sulla scena con “Gran galà” e il loro mix di ska, punk rock e patchanka. Seguendo la strada intrapresa con il precedente album “La cretina commedia”, dedicato alla memoria di Peppino Impastato, i Talco sfornano un secondo concept album che cerca di spiegare con metafora e poesia la storia italiana dell’ultimo trentennio tra Berlusconi, lobotomizzazione televisiva e donne di malaffare alla corte del Re Sole.

I chilometri macinati con il loro furgone in questi anni e i palchi divisi con le migliori band underground (dai Rise Against a Emir Kusturica, da Iggy Pop ai Nofx) hanno fatto crescere il gruppo giunto ormai alla piena maturità capace di fondere ska, influenze balcaniche, punk rock e tradizione cantautoriale italiana in un sound che in Europa ormai definiscono “a la Talco”.

Il disco si apre con “Gran Galà”, potente pezzo punk rock intramezzato da fiati da 1 minuto e mezzo che mostra da subito la carica dei ragazzi. I pezzi si susseguono a ritmi incessanti dove il punk la fa da padrone e dopo “La mia città” e “San Maritan” arriviamo al primo singolo del disco “Danza dell’autunno rosa” moderna poesia dai ritmi “rock medioevali”.

La seconda parte del disco si apre con “la roda della fortuna” che fa da intro al mio pezzo preferito del disco: “la macchina del fango”. Con ironia e sagacia in due minuti scarsi i Talco sono capaci di spiegare una delle più sottili e fini strategie comunicative politicamente mortali del gran cavaliere nero.

“Dai nomadi” fa tirar fiato al disco e mò di moderna poesia racconta la triste storia della ragazza che si inventò uno stupro da parte dei nomadi per celare la verità ai propri genitori. Sempre a ritmi sostenuti si giunge al terzo singolo estratto dall’album “Teleternità” che narra l’epopea incantatrice di Mediaset e dei fachiri assoldati del re per addormentare menti e coscienze del popolo italiano.

Dopo “Teleternità” c’è spazio per “Ancora” splendido pezzo punk rock coi fiati che virtualmente porta il disco verso la conclusione con amarezza ma che lascia un pizzico di speranza per le sorti del nostro vecchio, stanco ma sempre vivo e incazzato paese.

15 tracce per 43 minuti di sano patchanka in cui l’unica pecca se proprio vogliamo andare a trovare il pelo nell’uovo è una registrazione talvolta troppo patinata e troppo tendente al sound americano. Ma ripeto se questi sono problemi, ben “venghino siori venghino”.

Ennesima eccellente prova per i Talco che rispondono sul campo (musicale) alle tanti grida infamanti che la scena nostrana gli urla da anni alle spalle. Lunga vita ai Talco, viel spass ragazzi!

1. Gran Gala
2. La Mia Citta
3. San Maritan
4. Danza Dell’autumno Rosa
5. La Roda De La Fortuna
6. La Macchina Del Fango
7. All’adunata Del Feticcio
8. I Giorni E Una Notte
9. Dai Nomadi
10. La Veglia Del Re Nudo
11. A Picco
12. Teleternita
13. XIII
14. Ancora
15. Un’idea

Destiny Records 2012

 


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