THE BUSKERS: TRONCO

THE BUSKERS: TRONCO
A cura di   |     |  
 Scrivi un commento!
LoadingAggiungi ai preferitiAggiungi ai preferiti!Consulta la tua lista degli articoli preferiti        

THE BUSKERS: TRONCO

Mi é bastato ascoltare il loro ultimo singolo “Fiato” per gasarmi, imprecare e nello stesso tempo decidere di recensire Tronco, seconda prova discografica della formazione Bresciana THE BUSKERS.
Tronco è un disco sincero, dai suoni grezzi e furenti, con ritornelli orecchiabili e martellanti. Ribellione, schiettezze e sberleffo; rabbia, sincerità e una buona dose di simpatica ironia, lanciano uno sguardo critico e velocissimo alle gioie e ai dolori quotidiani, rivelando un’inedita versione della band, più introspettiva e, per quanto in apparenza scanzonata, anche più riflessiva, rispetto a quanto portato su disco con l’esordio del 2014.

Racconta la band: “Abbiamo scritto Tronco in un tempo discretamente lungo, è stato pensato, ragionato e suonato nel nostro studio dove produciamo la nostra musica. Rappresenta il nostro modo di vedere le cose e di vivere la quotidianità. È il nostro sfogo alla noia, alle frustrazioni e a tutto quello che ci fa stare male: lo prendiamo, lo comprimiamo e lo trasformiamo in musica. Tronco è quello che siamo, è tutte le facce dei THE BUSKERS.”

Partendo da quest’ultima frase, stabiliamo subito che questo album presenta innanzitutto un discreto miglioramento nella qualità dell’audio, che risulta più curata e pulita rispetto al precedente omonimo. Si può notare inoltre già dalla prima traccia che questa volta il gruppo non ha risparmiato la tecnica, dimostrando di saper suonare assoli interessanti e ben organizzati. 10 tracce quindi più una ghost track, alcune davvero grandi, altre invece un po’ alla “si può fare di più”, ma tutto sommato va bene così. Il cd si apre con “Danimarca”, ed eccovi subito l’incipit della band, 5 supereroi mandati sulla terra con l’ obiettivo di salvare il punk rock dalla minaccia dell’estinzione, scandendo sin dalle primissime battute: “siamo belli, siamo veri, siamo pieni di poteri”.  Si continua con la bellissima e melodicissima “Fiato”, song in apparenza tranquilla, ma che quando giunge al momento di mostrare la sua vera natura diventa un vero e proprio delirio di punk hardcore. I pezzi che offrono la maggiore dimostrazione di creatività dei THE BUSKERS sono, oltre a “Fiato”, la frenetica “Cani”, la simpatica e skaeggiante “Coriandoli”, la scatenata “Prova a Prendermi” e l’inno al non arrendersi mai “La Ballata di Ieri”. Gira che ti rigira le tracce comunque ruotano sempre intorno alla tipica struttura punk, ma e sottolineo il ma, ce ne sono alcune che a mio avviso non riescono a miscelarsi bene nel contesto del cd. Ad esempio la melense “Pirata d’Amore” o “Ferraglia”, che sembra avere i classici riff reggea delle nostre crew band nostrane, o ancora la risaputa “Fogna”, che al di fuori del suo ritornello molto orecchiabile, non è altro che una canzone sentita e risentita. Adesso non voglio fare il drastico della situazione, anche perchè a me questo disco non dispiace e non dico nemmeno che queste tracce non debbano essere ascoltate, sennò il mio voto sarebbe spropositato, l’unica cosa, è che a me l’associazione punk rock – ska, eeeh non mi garba, che cazzo ci posso fare, ognuno poi ha la sua tipologia di interpretare la musica ci mancherebbe, sono consapevole anche che la band nasce proprio con questa impostazione, ma sempre secondo me rimangono il difetto di un cd altrimenti perfetto (fa anche rima!!!).

Vi saluto!!! Alla prossima!!!!!


Condividi questa pagina!  

Cosa ne pensi?   ...Scrivi il tuo commento!

Per scrivere un commento puoi:
effettuare il Login o registrarti
 
oppure   Accedi con facebook
o compila i seguenti campi:





Aggiungi un’immagine al tuo commento >