THE DICKIES

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I Dickies sono un gruppo decisamente strano, sono in giro da 30 anni, sono famosi principalmente per le loro cover di “Paranoid”, “Banana split”, “Night in white satin”, ecc…non hanno vere e proprie hit loro, ma hanno una biografia fatta di album onesti, e lunghi tour tra Europa e America.

L’ultima volta che li abbiamo visti è stato intorno al 2003 con Olga Toydoll al basso, al Transilvania, non so se era stata una serata no, ma il pubblico pur essendo numeroso era totalmente assente, ed era sembravo svegliarsi solo con la proposizione di “Nelly the Elephant” e di “Banana split”.Con questo ricordo in testa mi sono recato al Magnolia, uno spazio perfetto per la musica live, senza dubbio il miglior locale di Milano con un palcone bello grosso all’aperto, varie postazioni comode anche per chi non vuole seguire il concerto e soprattutto dei suoni belli chiari e potenti (che poi sono peggiorati curiosamente durante l’esibizione dei Dickies).

 Hanno aperto la serata i “This Grace” con un rock vagamente punkeggiante, con inserti elettronici e un chitarrone bello pesante; non male, anche se dal punto di vista delle melodie hanno ancora un po’ da fare pratica. Mi sento però di fare un appunto alla band: se sotto il palco avete solo 8 persone a me non sembra il caso di far fare loro i cori dell’ultimo pezzo, il risultato è abbastanza ridicolo con gli 8 amici che urlano più per far piacere al gruppo che per reale convinzione.Una cosa un po’ “oratoriale” se capite cosa intendo.

Con le “Cattive Abitudini” la situazione cambia, sotto il palco c’è un bell’assembramento di gente spontaneamente partecipe, e le persone che seguono il concerto (anche staccate dalle transenne, in giro per il parterre) sono molte di più. Loro chiaramente sono dei cazzoni, si divertono a fare i pirla e questa è la cosa più importante; per quanto riguarda la musica, a me piace…oggi sembra sia fico buttare merda sulle Cattive Abitudini perché sono gli ex Peter Punk, perché sono il peggior gruppo dell’anno secondo i lettori di Rocksound, perché fanno il solito stantìo punk-rock alla Derozer ma in salsa demenziale e per un sacco di altri motivi che non conosco.

A me le canzoni delle Cattive Abitudini piacciono: sono fresche, allegre, con un songwriting zero originale ma convincente, delle belle melodie e l’attitudine giusta per questo tipo di musica. Quindi ben fatto, bel concerto, con tutti i loro pezzi migliori come “Quello Vero”, “Magico” , “M.I.M.F.”, “Viva la sincerità” e “Catene” in chiusura. I “Me for rent” si sono confermati anonimi e pochissimo interessanti, esattamente come me li ricordavo, svuotano il parterre, la gente che li segue è poca e sono ottimi per andare a bersi una birra altrove.Dei Dickies cos’altro si può dire? Sono vecchi leoni da palco, conoscono il loro mestiere; il concerto parte con “Gigantor” e “I’m ok you’re ok”, il parterre è pieno, è un mercoledì d’agosto a Milano, non ci si aspetta chissà quale folla, però l’affluenza è veramente buona.

Purtroppo come già successe al Transilvania il pubblico non è molto ricettivo, nonostante il cantante Leonard Phillips abbia una buona pronuncia, nei discorsi tra un pezzo e l’altro la gente non capisce o sembra non capire…o sembra non gli interessi granchè.

Dopo la cover di “Paranoid” chiedo umilmente perdono, ma ho avuto un crollo e me ne sono andato a casa. Un compitino ben svolto da dei professionisti del punkrock senza grandi sobbalzi o sorprese…a meno di qualche cosa di particolare nel finale che mi sono perso, ma sinceramente dubito.


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