THE LIVING DAYLIGHTS: Ways to escape

THE LIVING DAYLIGHTS: Ways to escape
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THE LIVING DAYLIGHTS: Ways to escape

Dopo aver gettato le basi per la nascita e la crescita del movimento Punk, la terra di Albione negli ultimi periodi è stata abbastanza avara di punk band degne di nota a livello internazionale. Dopo Clash, Uk Subs, Vibrators e Business di punk rock band contemporanee mi vengono in mente solo gli Snuff o i Capdown. Questi giovani “The Living Daylights” (insieme agli ottimi Tat) grazie ad un ottimo album intitolato “Way sto escape” penso potranno portare una ventata di aria fresca nella scena punk inglese da un po’ di tempo asfittica.

Usciti in Europa su Fond of Life Records (in Italia grazie alla No Reason Records) i “The Living Daylights” ad un anno esatto dalla loro formazione incidono un disco di esordio che colpisce immediatamente per maturità, compattezza e capacità compositiva. Il disco vede in apertura “Carve it out” che attacca con un coro in pieno stile Oi da cantare a pugno alzato e birra in mano che però già nella seconda canzone (“Dead as mine”) lascia spazio ad un punk rock grezzo ma melodico che ricorda molto da vicino il sound dei newyorchesi Bouncing Souls.

Alla terza canzone la band evolve ancora il proprio sound e dopo un intro su cui nutro forti dubbi sulla paternità intellettuale (vedrete nell’intervista il loro commento) tirano fuori dal cilindro un pezzo che propone sonorità che riportano alla mente lo splendido “After the eulogy” dei Boysetsfire.
Sebbene i riferimenti musicali che si potrebbero fare sono numerosi c’è da riconoscere una maturità musicale assolutamente inusuale per le date di nascita che mostrano le loro carte d’identità. Il quintetto del Lincolnshire dimostra una ottima conoscenza in fatto di Punk Rock che a vario titolo richiama nel disco, dall’anthemica “Let me loose” o “In Between” che sembrano uscite da “How I spent my summer vacation” a “My return” che mi porta alla mente i grandiosi “Voice of a Generation”, per non parlare di “Undertow” o “Wasted on train” a metà strada tra “The Draft” e “Alkaline Trio”.

Ennesima ottima uscita per la No Reason Records che propone questo debut dei “The Living Daylights” decisamente superbo e sopra le righe. Anche se la saggezza popolare ci ricorda che una rondine non fa primavera speriamo che i ragazzi riescano a mantenere questa passione e i piedi ben per terra per regalarci ancora dell’ottima musica. Un disco che no sfigurerebbe affatto nel catalogo Hellcat o Epitaph.

Voto : 8 + (Un Punk rock di vecchia scuola riletto con accordi di 5 ventenni del 2008) Tracklist:
1. Carve it out2. Dead as mine3. Searching for disaster4. Maps5. Let me loose6. My return7. In between8. Wasted on the rain9. Frustration & Releases10. Melancholy11. Undertow12. The Sleeping


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