THE METEORS + BONE MACHINE

THE METEORS + BONE MACHINE
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Zoo bar come macchina del tempo, viaggio nel passato tra ciuffi alla Elvis, gelatina e labbra rosse…
L’età media del pubblico è chiaramente più alta rispetto ai tanti concerti punk di oggi, quasi un contesto d’elite, per pochi intenditori…

Pochi purtroppo, nel nostro paese il rockabilly , psychobilly e affini non riescono ancora a trovare la porta giusta…

 

Peccato, perché i Bone Machine,  “dalla palude” (LT),  sono in gamba, divertono e caricano bene il pubblico.

 

L’attesa si fa piacevole, musicalmente ci stanno, certo un contrabbasso farebbe la sua bella figura, ma il risultato è positivo.

 

Titoli in cui ricorrono a go-go termini del genere come “Il diavolo l’ha preso”, “Non scavate quella fossa per Billy” e “Siamo la banda che suona le tue ossa”, testi in italiano e  maschere da super eroi anni ‘80. Finiscono e quasi dispiace.

 

  Qualche nota dall’oltretomba annuncia i Meteors che non si perdono in chiacchiere né in presentazioni. Dal vivo sono paurosi!

 

Il tatuatissimo Paul Fenech, sgrana gli occhi da pazzo psicopatico ,inquietano e sono l’unica concessione alla scenografia e allo spettacolo. Il resto è solo musica, una fusione esplosiva  di rock’n roll, surf, punk e , chiaramente,  psychobilly.

 

 Tra i pezzi non c’è pausa, un’unica continua sfuriata che non da tregua,  gli inventori dello psychobilly  affascinano, non servono maschere né ululati, ma solo note per trasformare il locale (sinceramente non credo fosse tanto adatto all’occasione,un club più piccolino sarebbe andato  meglio…) in un luogo horror, assatanato , misterioso e molto pulp !

 

E’ il privilegio dei grandi…


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