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THE MOVEMENT: Revolutionary Sympathies

THE MOVEMENT: Revolutionary Sympathies
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THE MOVEMENT: Revolutionary Sympathies

Ecco ritornare in pista una delle poche realtà mod/punk-rock ancora esistenti. Li avevamo lasciati con uno splendido album d’esordio “Move” che ci aveva deliziato con un mix di ska e rock, il tutto fatto con un attitudine veramente punk. I Movement, sebbene provengano dalla Danimarca si sente che nelle loro vene scorre sangue londinese. Ed è proprio dalla città della Regina Elisabetta che provengono le maggiori influenze di questa musica.

Come coordinate di riferimento non ci si può esimere da chiamare in causa geni musicali come Paul Weller con il suo “Mod-aiolo” rock fine anni ‘70 / inizio ’80, che aveva fatto gridare al miracolo la stampa britannica, e Joe Strummer per l’attitudine e la genialità nel mischiare diversi generi musicali creando una musica dotata di una sola anima.

Fondono ottima musica ad impegno politico senza scadere nei soliti slogan o attacchi diretti. Un’intelligenza artistica sofisticata e complessa la loro che li fa rapportarsi con la musica e la società con atteggiamento critico e positivo. Come loro stessi affermano, le loro principali influenze sono Joe Strummer and Karl Marx, che è anche la prima track dell’album.

Dal vivo li conosciamo molto bene e sappiamo quanto siano trascinanti e coinvolgenti i loro live-set per cui non posso che attendere trepidante una loro prossima discesa dalle nostre parti. Questo album sebbene viaggi verso lidi più melodici e ricercati rispetto al precedente conserva in se una forte carica energetica tipica delle band fondatrici di questa musica e che il 99% dei gruppi odierni non sa nemmeno cosa sia.

Sinceramente mi dispiace vedere come la critica statunitense abbia stroncato questo album. Le recensioni che ho letto su di loro poi non parlavano quasi mai di musica ma solo di politica criticando la simpatia della band verso le teorie Marxiste. Se per gli americani è un buon motivo per non seguire una band per me lo è invece per innamorarmene e che gli yankee con il loro neo-liberismo continuino ad andare avanti con il paraocchi.

Un album di ottima fattura che sarà di difficile ascolto per le nuove generazioni ma che sarà amato al primo ascolto da chi ha i Clash e i Jam nel cuore!
Voto: 8 – (The Jam + The Clash = The Movement…easy!)


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