THE MURDERBURGERS:

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THE MURDERBURGERS:
Li avevamo lasciati circa un anno fa con un esordio da sufficienza stiracchiata.
Ora gli scozzesi Murderburgers tornato alla ribalta con un nuovo album “Burned out/worn out”, sempre sotto Monster Zero (devo ancora ripeter che è l’etichetta del tipo degli APERS?).
Il trio mostra un chiaro miglioramento a livello compositivo rispetto al recente passato.
Non c’è nulla di nuovo intendiamoci, semplicemente i brani sono meno stonati e più orecchiabili.
D’altronde se suoni pop-punk e non sei orecchiabile è come fare la punta e non buttarla mai dentro.
Ora i Murderburgers non sono ancora dei bomber scafati, ma sicuramente dei buoni centravanti da provinciale con ambizioni di salvezza.
I brani più lanciati forse sono quelli ancora meno incisivi, mentre quando il ritmo si abbassa leggermente i Murderburgers riescono a tirare fuori davvero qualcosa di buono, penso ad esempio alle conclusive “Eh? huh? wha?” e “I hope that’s it”.
“Braindead (From Hanging Around With You)” e “I don’t want to have to entertain you” piaceranno sicuramente ai fanatici dei Lillingtons, da cui gli scozzesi attingono con sapienza qua e la nel disco.
Inutile soffermarsi troppo sul discorso musicale. La struttura di base è semplice e diretta, molto accademica, batteria per lo più in quattro quarti, chitarra da tre accordi e via e basso che stenta a farsi notare più di tanto.
Sono giovani e spensierati, consapevoli dei propri limiti (come citano nei ringraziamenti nel booklet “these bands probably think we are idiots, but we love them”) e si divertono a suonare.
Visto la tonnellata di concerti che già fanno in tutta Europa non ci resta che prevedere per loro un futuro fiorente.
La scena pop-punk europea mostra una volta di più di essere viva e vegeta e Monster Zero (come anche altre realtà di collettivi italiani) volta per volta ci mostra un sottobosco sempre più affollato e vivace.
Voto: 7-/10


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