THE REAL McKENZIES: Oot & Aboot

THE REAL McKENZIES: Oot & Aboot
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THE REAL McKENZIES: Oot & Aboot

Per molti di coloro che li hanno visti salire sul palco del recente Deconstruction questi sei pazzi canadesi armati di cornamusa e kilt sonostati una rivelazione, e questo non può che farci piacere, perché il gruppodi Paul McKenzie e soci è una delle realtà più interessanti del “folk-punk”, come testimonia questo “Oot & Aboot”, secondo lavoro su Honest Don’s. A differenza di bands quali Flogging Molly e Dropkick Murphy’s i Real McKenzies rivolgono la loro attenzione non all’Irlanda bensì alla Scozia, terra nota più per la tirchieria dei suoi abitanti ed un mostro inesistenteche non per la musica, ma che invece gode in questo campo di una tradizionemillenaria. Tradizione che i nostri sfruttano per infarcire il loro punk rock stradaiolo, che merito anche della registrazione ai Motor Studios di Ryan Greene risulta in questo disco meno sguaiato che in passato, guadagnando in precisione e pulizia del suono per tutti i suoi trediciepisodi. E fin dall’iniziale “Cross the Ocean” le danze prendono il via,passando dal bell’anthem “Lest We Forget”, alla tradizionale “Taylor Made” e fino alla scatenata “Jennifer Que”, con una citazione per il testo di “Droppin’ Like Flies” che ripercorre una gioventù fatta di Clash e Ramones che non possiamo non sottoscrivere. Decisamente più precisi in studio che non live, dove invece prevale la vena più alcolica (e solo qualcuno lassù sa quanto bevono i nostri…), i Real McKenzies riescono nell’impresa di confezionare un buono (ottimo?) Bignamino per ripassare le danze in attesa di vederli live; perché, ragazzi, quello è il loro ambiente, e sul palco non fanno prigionieri. Vedere per credere.


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