THE RITUALS: The past twelve months

THE RITUALS: The past twelve months
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THE RITUALS: The past twelve months

Ecco l’ennesima scoperta per quanto riguarda la sempre attiva Wynona Records: si chiamano The Rituals e dopo 3 anni di rodaggio on the road giungono al loro primo full-length proponendoci un punk rock grezzo e molto potente.

L’album contiene 12 intense tracce in cui si la band trasuda di marcio con una vera attitudine Punk Rock. La potenza non viene mai meno per tutta la durata del disco in cui la band cura ogni singolo assolo o riff di chitarra.

Niente fronzoli o ghirigori vari, il loro è un sound grezzo ma che nella sua semplicità trova il suo punto di forza. Punta sulle emozioni, ma quelle che la musica riesce a suscitare non quelle che molta gente pretende suscitare con liriche stile Harmony.

Riprendono la caratteristica dei Good Riddance di inserire intramezzi tra i brani con pezzo tratti da film o serate alcoliche in compagnia di amici.Dimostrano personalità e grande energia e non vanno a cercare clichet che magari avrebbero reso più commerciale il loro sound.

Da sottolineare oltre al singolo “Leave this town in flames” la superba “An inept need for backups”” e la semiacustica traccia cinque “song formerly known as Love song” che fa ad apripista per la più potente traccia dell’album “100 razors”, una combo micidiale!

Se dovessimo andare a cercare delle somiglianze con altre band non si potrebbe non nominare ottime band come Lawrence Arms (nella versione incazzata/hc non in quella melodica) e i Dillinger Four.

L’artwork è curato da Josh Cochran, celebre artista americano, ma sinceramente penso che non si sia sprecato più di tanto. Se dovessi trovare un difetto dell’album, proprio per essere pignoli, direi che è lo scialbo artwork.

Un album marcio e grezzo che mi è riuscito a conquistare dal primo ascolto. Un altro centro per Wynona che si fa perdonare (a mio modesto parere) dal passo falso dei Gaia Corporation.

Voto: 8 – (Ottimo esordio!)


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