THE RITUALS

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I gruppi italiani ormai qualitativamente non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi stranieri, anzi è vero il contrario. Tra le ultime produzioni è da segnalare il primo album dei “The Rituals”, giovane band veneta dedita ad un adrenalico e potentissimo hc melodico.
A pochi mesi dall’uscita di “The Past twelve months” su Wynona Records siamo andati ad incontrare questi ragazzi che sono sicuro tante gioie ci daranno in futuro. Consigliata da Punkadeka.it

 

Ragazzi è un piacere conoscervi  soprattutto dopo aver consumato il vostro primo album “The Past twelve months”. Per iniziare è il caso di presentarvi al pubblico.

 

Per noi no! Punkadeka ci fa regattare! Haha scherzo. Anche noi siamo contenti, questa è la terza intervista alla quale prendiamo parte e la scorsa volta, c’abbiamo messo circa un mese a rispondere a dieci domande. Ora vedremo di fare le cose per bene. Ho già fatto la cacca quindi sono definitivamente pronto.

Noi veniamo da Verona, città nella quale abbiamo vissuto e temo vivremo per un altro po’ di tempo. Abbiamo iniziato a suonare nel 2003 tutti reduci da gruppi defunti (Campbells e Elevators). Abbiamo registrato un demo (interamente scaricabile dal nostro sito), uno split con i Radio Riot Right Now e un disco che è poi finito sotto Wynona.

 

Dopo vari Ep che hanno riscosso ottime critiche siete giunti su una delle migliori label underground italiane. Come è stato questo passaggio dall’anonimato ad una label che ormai a tutti gli effetti possiamo definire internazionale?! Parlando sinceramente quale pensi sia la cosa che abbia spinto la Wynona a mettervi sotto contratto?

 

Non lo so davvero! Ci piace pensare che la decisione di stamparci il disco possa trovare, come principale motivazione, il fatto che suoni bene e che in qualche modo rappresenti una sorta di tentativo pionieristico nell’ambito musicale italiano. Sono davvero pochi (e tutti sconosciuti) i gruppi che fanno lo stesso genere che facciamo noi, qui in Italia, e solitamente la Wynona segna band di un certo calibro e con un certo target totalmente diversi dal nostro. Non saprei. Forse visto l’andazzo attitudinale preso dalla Fat Wreck ultimamente (gruppi come i Sanite Catherines, Lawrence Arms o Smoke or Fire con i quali potremmo avvere qualche analogia stilistica) hanno visto che un gruppo come il nostro potrebbe buttare tra i giovani. Come la coca cola light tra le pupe che vanno in palestra.

 

E’ inutile negare che il vostro disco a mio modesto parere è uno dei migliori del genere, non solo in Italia, in cui siete riusciti a fondere perfettamente melodia, potenza e anche quel pizzico di “sregolatezza” punk. Come definireste il vostro stile?!

 

Secondo me facciamo punk rock però è difficile dirlo. Ascoltiamo un sacco di musica, spesso e volentieri di generi completamente differenti l’uno dall’altro: passiamo dagli Wilco agli Hard Skin, dagli Adolescents ai Mastodon. E’ innegabile, ad ogni modo, il fatto che le nostre radici punk/hc emergano pienamente nel disco appena uscito. Siamo stati profondamente segnati, in (più) giovane età, da gruppi come Screeching Weasel, Lifetime, Gaunt e tanti gruppi sotto Dr. Strange come i Whatever, Man Dingo, Rhythm Collision. Gruppi che tuttora apprezziamo e stimiamo moltissimo.

 

Sebbene siate un power-trio riuscite ad esprimere un sound con un impatto sonoro degno dei migliori Propagandhi. Riuscite anche dal vivo a riproporre lo stesso approccio musicale?! E tornando al discorso Propagandhi, è un caso che le vostre press-photo ricordino molto la band canadese?!

 

No! Tu hai una concezione abbastanza distorta di noi! I propagandhi sono musicalmente e tecnicamente irraggiungibili! Non saprei dire come siamo dal vivo: quando la gente ci dice che abbiamo spaccato, di solito, non gli crediamo molto.

Per quanto riguarda le press photo è innegabile che ammiriamo la vena “scemotta” dei propagandhi; alcune foto sono state scartate dai wynonas perché giudicate delle cretinate.

 

Il vostro disco ha una registrazione che trovo assolutamente perfetta. Su quale via di Verona avete venduto le vostre chiappe per permettervi una pulizia ed una qualità cosi alta del suono?!

 

E’ tutto merito di Icio e Peo dell’Hate Studio se quel disco suona bene! Siamo molto amici e ci siamo divertiti un sacco a registrarlo, c’hanno permesso di giocare coi suoni e coi pezzi dandoci sempre dei consigli validi. C’eravamo messi un po’ di soldini da parte perché era da mesi che progettavamo di registrare un full lenght e, che sia ben chiaro, non abbiamo mai chiesto soldi per subire del sesso anale. I nostri sfinteri sono pro-bono.

 

Cronologicamente il vostro disco è uscito a un paio di settimane dallo splendido “Oh Calcutta” dei Lawrence Arms che pare quasi abbiano attinto qualcosa dal vostro sound per quanto riguarda potenza e melodia. Se possiamo considerare loro una sorta di fratello maggiore (come anche i The Falcon) chi dobbiamo considerare invece come i vostri “genitori” musicali?! Quali sono le band che hanno influenzato la vostra musica?!

 

Molta gente (tutte le fanzine, più o meno) fino ad ora c’ha paragonati ai Lawrence Arms (alcuni amici dicono che come assortimento gli assomigliamo anche esteticamente, anche se io mi sento più simile a Paul Newman a dirla tutta). Io, personalmente, vedo come nostri genitori musicali due dischi: il self titled dei Kid Dynamite e Bricks and Black Outs dei Gaunt. Un acuto ascoltatore poi ci potrebbe sentire un sacco di influenze indie (alcuni stacchi erano stati battezzati come “stacco Interpol”, “stacco Rye Coalition” ecc…)

 

L’artwork del vostro album è stato curato da Josh Cochran, artista di grido nell’ambiente underground. Sinceramente trovo che sia la cosa meno buona di tutto il vostro disco. Potresti spiegarmelo per favore e soprattutto dirmi quale sarebbe il collegamento con la vostra musica?!

 

In effetti l’artwork potrebbe sembrare poco consono ad un disco di questo di tipo ma è questa la cosa tosta: il colori pastellosi e tenui della copertina contrastano notevolmente con i toni ruvidi delle canzoni: per noi era fondamentale che il disco avesse un artwork massiccio ma allo stesso tempo avvilente.

 

Nelle prime due canzoni dell’album passate da in “Not a tear” con un testo introspettivo e personale a “Leave this town in flames” che potrebbe essere tranquillamente un testo degli Anti-Flag. La vostra capacita compositiva è encomiabile dal punto di vista musicale ma soprattutto per quanto riguarda i testi dove riuscite ad esprimere la vostra verve critica. Da dove trovate spunto per scrivere i vostri testi e come riuscite a mettere tanta passione vera in essi?!

 

Ti ringrazio per il complimento! “encomiabile” suona bene, mi piace! Ci meritiamo tutti una meringa gigante (la sto mangiando ora!).

La passione per la stesura dei testi nasce dalla necessità “fisiologica” di sbrodolare fuori ciò che proviamo e sentiamo, solita storia, ma lo spunto principale trova sfogo nella volontà di uscire da quel canone prestabilito per il quale siamo portati a leggere testi scritti da schifo e che parlano di vaccate. La prima volta che ho letto i testi dei Dillinger Four sono rimasto di stucco, tanto da voler assimilare la loro stessa attitudine compositiva (cito una breve recensione di T. Chandler della Mutant Pop per meglio definire di cosa sto parlando “If one takes the time to look around, though, one fact quickly becomes apparent: there are few bands capable of integrating poppy chops with sage and perceptive lyrics.Minnesota’s Dillinger Four is one of the few. […] a spin of this record has to make you wonder why there aren’t more bands capable of combining musical catchiness with lyrical brilliance like D4”). Che poi ci si riesca o meno non lo saprei dire ma per come la vedo se un testo è scritto per necessità espressiva, anche se scritto da schifo, rappresenta un testo valido. Se poi è scritto bene, in alto i calici.

 

C’è una canzone intitolata “Song formerly known as love song – The first and the last we’ll ever make”. C’è forse qualche velata critica per qualche vostro compagno di etichetta troppo sdolcinato?! Come mai vi è premuto sottolineare che è la prima e l’ultima?!

 

No! Nessuna critica a nessun compagno di etichetta: quando è stata scritta non sapevamo nemmeno che saremmo finiti sotto un’etichetta!

Il fatto che sia la prima e l’ultima deriva dalla nostra avversione per le tipiche canzoni d’amore. In effetti quel pezzo non è una canzone d’amore canonica poiché fantastica sul massacro di una sventola.

 

Adesso ti faccio una domanda polemica. Ho avuto la sensazione, poi può essere solo mia, che in Wynona si tenda ad avere un occhio di riguardo verso le band “emolodiche” o quantomeno con un potenziale “lacrimativo”superiore e con qualità inferiore a differenza di band qualitativamente migliori ma con grado di vendita al grande pubblico inferiore?!

 

Crediamo di capire a quale fenomeno tu ti riferisca e pensiamo che la qualità di una band dipenda solo ed esclusivamente da un giudizio soggettivo, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello di genere musicale, perciò la vendita o meno di copie (e di conseguenza, il gradimento da parte di un vasto pubblico) non è considerabile, a nostro avviso, una valida cartina tornasole per decretarne la qualità. Spesso e volentieri è il gruppo stesso a non puntare ad alte vette.

E’ indubbio che nella musica, come in qualsiasi altra cosa, ci siano dei canoni che si sviluppano con l’andare del tempo: canoni di vario tipo ai quali si può scegliere di aderire o meno o dai quali non si può prescindere. Wynona, secondo noi, ha fatto un determinato tipo di scelta: quella di produrre musica esteticamente gradevole (perciò album registrati e prodotti bene) che può riscuotere un discreto successo da parte di ascoltatori di differenti generi musicali.

 

 

Se cronologicamente avete anticipato di qualche settimana il nuovo stile dei Lawrence Arms, per quanto riguarda i testi invece avete anticipato un’altra grande band, i Nofx. Sappiamo tutti bene che il ciccione nell’ultimo album si è scagliato contro la religione. Nel vostro disco avete preso un brano tratto da un film che dice “Religion easily is the great bullshit ever told. Religion convinced people that there is an invisible man, living in the sky…”. Non vi sentite un pò dei precursori dei tempi rispetto alle band Fat Wreck?! Ritornando al tema invece, pensi che questi attacchi alla religione siano dovuti al nuovo Papa o sia soltanto un caso che cosi tante punk band in questo periodo attacchino apertamente la religione e in particolar modo la Chiesa Cattolica/Cristiana?!

 

Non no lo sapevamo affatto! L’ultimo album dei Nofx che ho abbiamo ascoltato è stato Ribbed o Punk in Drublic forse. Non sappiamo nemmeno del filone anticlericale Fat Wreck…

Io so poco del papa nuovo e tutto ciò che so è per sentito dire: non mi sono mai documentato perché m’interessa ben poco di papi, preti, chiese e via dicendo… L’unica cosa che so è che non pare essere molto tollerante nei confronti degli omosessuali ma si sa, la chiesa non li ha mai visti di buon occhio. L’inserimento di quel passo tratto da un discorso di George Carlin serve per sottolineare l’avversione che abbiamo per l’imposizione ecclesiastica nei confronti di determinate scelte di carattere politico e sociale e contro le prese di posizione ferree atte a soffocare il libero arbitrio dell’individuo giustificando le proprie azioni con motivazioni sgangherate e fiabesche. Non vogliamo soffermarci su questo punto con varie motivazioni perché sennò ci arrabbiamo e ci cadono i capelli.

 

Secondo il mio modesto parere la scena punk rock, escludendo quella Oi e Hc di cui vantiamo gloriosa e invidiata tradizione, in questo periodo sta vivendo un periodo straordinario. Insieme a band come Beerbong, Sun Eats Hours, Pig Tails, Meanwhile siete tra i migliori prodotti della nostra musica underground. Vi sentite pronti ora al grande salto verso l’Europa e verso altri continenti?! Quali sono i vostri progetti a riguardo?! Come sta andando il vostro disco all’estero?!

 

No, non ci sentiamo assolutamente pronti, non ci siamo mai sentiti pronti per nulla, facciamo tutto a caso! Chissà se faremo mai un grande salto verso l’Europa o altri continenti! Speriamo bene. Per ora abbiamo in cantiere un paio di Tour: uno con i Plus Nomination nell’Europa dell’est (sperando vada in porto e sperando che parlarne non ci porti sfiga) e uno in Inghilterra con i Dauntless Elite e i The sWord.

 

Prima di concludere ragazzi vorrei sapere quali sono i vostri progetti per il futuro e quali altri progetti avete in ballo. So che per scaramanzia non si può dire ma qualche anticipazione fatecela per i lettori di Punkadeka.it

 

Abbiamo intenzione di registrare un altro po’ di canzoni per EP e 7” vari prima di entrare in studio per il secondo disco. Ci piacerebbe moltissimo registrare qualcosa di acustico, nient’altro in progetto per ora.

 

Ora siamo proprio giunti alla fine e prima di lasciarvi lo spazio per salutare i lettori e dire un po’ quello che volete una domanda che trovo fondamentale: Chievo o Hellas?!

 

Sfortunatamente nessuno di noi è un amante del calcio, ma per non creare dispiacere a Tommy GB (uno nostro caro amico) rispondiamo Hellas. Colgo l’occasione per lanciare un annuncio: chiunque di voi giochi a Neverwinter Nights per PC e volesse un abile paladino per il proprio clan o la propria gilda mi contatti ainfo@therituals.com.

Ciao fusti.


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