THE STRANGLERS

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Gli Stranglers sono, fondamentalmente, un mito. Cronologicamente sono il terzo gruppo a fare il proprio trionfale ingresso nella “nuova ondata” (New Wave: allora non si chiamava ancora Punk!).
In Inghilterra, infatti, dopo il singolo “New Rose” dei Damned e il primo omonimo album dei Clash, troviamo in classifica “IV-Rattus Norvegicus”…i nostri arrivano dunque prima dei ben piu’ noti Sex Pistols!

A differenza di altre bands dell’epoca, gli Stranglers potevano contare su musicisti eccellenti e preparati: le loro composizioni a tratti intricate e non prive di un certo virtuosismo fanno subito sensazione. Sei album per la EMI, quattro album per la Epic, due live, una lunga serie di singoli e video…tutto fra il 1976 e il 1990, anno in cui il cantante/chitarrista Hugh Cornwell decide di lasciare la band. Nonostante i dubbi di molti fans e giornalisti, da allora fino ad oggi gli Stranglers hanno realizzato altri album, a volte cambiando la line-up. Oggi gli Stranglers si dicono pronti a stupirci con un nuovo album. Veramente ci hanno gia’ stupito all’inizio dell’anno durante un memorabile concerto a Mestre! La carica e l’energia di un tempo sono piu’ che mai vive e tangibili…ma lasciamo la parola al cordiale bassista e fondatore del gruppo, Jean-Jacques Burnel: noto picchiatore di giornalisti (!), maestro con alto grado di Karate, motociclista provetto e…Strangolatore full-time!

 

 M.E.: Allora, caro JJ, cosa ci puoi dire sui progetti attuali degli Stranglers?

 j.j.: Abbiamo lavorato sul nuovo album per un periodo lungo oltre due anni. Abbiamo scartato 25 canzoni ed idee in modo da tenere 12 canzoni complete. Chiunque l’abbia sentito dice che e’ la cosa piu’ potente che abbiamo mai fatto. Penso che lo chiameremo “The Norfolk Coast” e vedra’ la luce il prossimo gennaio/febbraio.

 

m.e.: Raccontaci degli ultimi tours.

j.j.: I tours recenti sono stati molto piu’ soddisfacenti di quelli passati, da un po’ di tempo a questa parte. Siamo stati particolarmente contenti di trovare un bel po’ di persone al nostro concerto in Italia, dato che mancavamo da tempo e di solito in passato trovavamo una sorta di cimitero. Inoltre, a parte gente della nostra generazione, molti ragazzi sono venuti a vederci. Abbiamo ricevuto molto interesse da parte di teenagers negli USA…come o perche’, non lo so.

 

m.e.: Hai registrato due splendidi album solisti nella tua carriera…a quando il prossimo?

j.j.: Parallelamente al disco degli Stranglers, ho registrato un altro sforzo solista, ma ancora non ho idea di quando sara’ finito. E’ molto diverso da qualsiasi cosa in cui mi sia cimentato fino ad ora.

 

m.e.: : Sei sempre stato un europeista convinto, al punto, nel 1978, di registrare una sorta di manifesto dell’Europa unita: “Euroman Cometh”. Cosa ne pensi dell’attuale situazione dell’UE e della valuta unica?

J.J.: Sono sempre fiero di essere Europeo, ma credo che l’UE sia merce di contrabbando di politici corrotti, burocrati senza volto, istituzioni inaffidabili, tecnocrati impazienti e grossi affari. La valuta unica avrebbe potuto attendere.

 

M.E.: Nel 1978 hai dedicato alla tua Triumph un brano sul tuo primo album solista. Parlaci del tuo rapporto con le motociclette.

J.J.: Beh, ora possiedo una Triumph RS sprint 955 efi, 108 cavalli. L’ ho cavalcata per tre anni ed e’ la moto piu’ comoda che abbia mai posseduto. 800 km al giorno non sono un problema. E’ abbastanza veloce ed e’ buona come una Triple. Sono motociclista dall’eta’ di 16 anni ed ho posseduto Harley, Triumph e BSA. Infatti la mia prima moto era una Harley del 1942 WLC con meccanismo di cambio manuale e a pedale! L’ ho venduta per dar vita agli Stranglers. Tra l’altro, la canzone “Triumph of the good city” fu registrata campionando una Bonneville (good city-buona citta’) in riferimento alla “Repubblica” di Platone.

 

M.E.: Ora sei un Maestro di alto grado di Karate…

J.J.: Ho praticato Karate per 33 anni. L’anno scorso sono stato insignito del 5° dan dal Maestro Yoshiji Soeno, capo del sistema Shidokan. Comunque mi considero sempre uno studente.

 

M.E.: Oggi, nel 2003, cosa ti senti di dire della ormai lunga carriera degli Stranglers?

J.J.: La carriera degli Stranglers e’ stata un viaggio interessante, a volte spaventoso. Abbiamo avuto l’opportunita’ di esplorare tutti i tipi di vie della musica.

 

M.E.: : C’e’ qualche fatto buffo riguardante la vostra carriera?

J.J.: Ci sarebbero troppe storie buffe da raccontare. Offrimi qualche birra e potrei dirtene qualcuna!

 

M.E.: Cosa ne pensi della parola “Punk”?

J.J.: La parola “Punk” suscita in me emozioni conflittuali, ma ha decisamente una connotazione piu’ positiva che negativa.

 

M.E.: Quali sono i consigli di JJ Burnel per le nuove bands?

J.J.: I gruppi giovani dovrebbero: (a) essere appassionati (b) imparare a non accettare “no” come risposta (c) non negare le proprie influenze (d) non prendersi troppo sul serio (e) divertirsi (f) guardare il pubblico negli occhi.


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