THERE FOR TOMORROW: The Verge

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THERE FOR TOMORROW: The Verge

Avevo grandi aspettative per questo secondo full-lenght dei THERE FOR TOMORROW. I due precedenti lavori (un EP e un LP) mi avevano fatto urlare al miracolo. Una pop-punk band con una struttura musicale complessa e di livello assoluto, senza che questa incidesse negativamente sulla orecchibilità dei pezzi, che finivano sempre per sembrare dei singoloni da radio. Degli ALL TIME LOW più potenti e virtuosi per intenderci!

Invece questo disco mostra un’evoluzione che non mi convince per niente. Come era successo per gli YELLOWCARD prima della recente reunion e dell’ultimo lavoro “When you’are throught…”.
Un’evoluzione rock che sicuramente ha arricchito musicalmente il loro curriculum ma che ha finito per spegnere in loro la brillantezza pop di “Pages” e “Little faster”.
Qualche brano piacevole persiste (come “Hunt Hunt Hunt”) ma nel complesso non ho trovato un singolo da ascoltare a ripetizione.
Anche la ballata “Blu” non è all’altezza dell’ottima “Burn the night away” presente i “Little faster”.

La voce del frontman Maika Maile all’interno di questa evoluzione sembra snaturarsi per adattarsi a quanto creato dai compagni, così le parti in falsetto sono ridotte rispetto al passato, sgretolando quella che era una delle particolarità della band stessa.

Potranno ricevere grandi apprezzamenti presso altri lidi, nel circuito main-rock magari, da parte mia pollice verso il basso (con molta delusione).
Voto: 5 / 10


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