UNITY TOUR

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La tappa bolognese dello Unity Tour si è tenuta lo scorso 11 marzo all’Estragon; registrata la defezione dei Terror ad alternarsi sul palco questa sera sono: Brahman,Black Friday 29,Death Before Dishonor e Diecast,prima di uno dei nomi storici dell’hardcore mondiale ovvero gli Agnostic Front di Roger Miret.

Purtroppo,come mi è capitato ultimamente,il concerto è cominciato un po’ troppo presto per i miei gusti e mi sono così perso l’esibizione dei Brahman e dei Black Friday 29:peccato perché ero molto curioso di sentire questi ultimi dal vivo,dopo averli ascoltati per radio durante una trasmissione hardcore/metal core.

 

Arrivo appena in tempo per il live set dei Death Before Dishonor,band metal-core da Boston:indubbiamente la loro esibizione è molto coinvolgente,con un sound molto classico ma pur sempre efficace e potente. Boston nel passato ha sfornato molte valide bands hardcore ed anche questi D.B.D. non sono da meno,come dimostra anche il,relativo,successo del loro “Friends Family Forever”.

Dopo di loro è la volta dei Diecast ed il suono si sposta ancora di più verso il metal con pochi accenni di hardcore,per intenderci si muovono lungo i binari già tracciati da Pantera,Slayer ed affini.Dopo aver visto la grande carica dei Death Before Dishonor,sinceramente sono rimasto un po’ freddo nell’assistere alla performance dei Diecast,che seppur tecnicamente molto validi,non riescono “smuovermi” più di tanto,eccetto nel finale grazie ad una cover degli Slayer,appunto.

 

Infine ci si prepara allo show degli Agnostic Front.Il loro ultimo disco “Another Voice” è uscito più o meno ad ottobre dello scorso anno e nonostante l’età dei nostri dimostra,semmai ce ne fosse ancora il bisogno,come sia possibile continuare ad essere massicci e potenti.Il titolo stesso richiama “One voice” proprio degli Agnostic Front e vuole essere,nell’intenzione del gruppo una specie di ritorno alle origini ed assieme “lezione di ripasso” per le nuove leve (compreso il sottoscritto).

Gli Agnostic Front attirano,come era lecito aspettarsi,molta gente sotto il palco ed il loro concerto è nel complesso molto d’impatto e deciso.Purtroppo,a mio avviso,il suono del locale non è dei migliori:spesso gli ampli esce solo un rumore graffiante e distorto e questo è un vero peccato.Tra pezzi del nuovo disco e vecchi classici da “One voice”,”Something’s  gotta give” e “Riot Upstart” il concerto scorre via senza sbavature. I nostri sono ancora in ottima forma,solo la voce di Roger Miret accusa un po’ di stanchezza nel finale.

 

Complessivamente un bel festival rovinato un po’ dalla scelta dell’orario di inizio (d’altronde dato il numero di gruppi spalla è anche comprensibile),e dall’acustica certamente non eccellentissima.


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