UNITY WAS A POWER NIGHT VOL. 2 (Decibel, Magenta 10/02/17)

UNITY WAS A POWER NIGHT VOL. 2 (Decibel, Magenta 10/02/17)
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Neanche il tempo di riassestare le orecchie e far sparire il fischio persistente che c’è già da prepararsi mentalmente a vedere, perlomeno io che non li ho mai visti, delle autentiche leggende sul palco del Decibel.
Arrivo presto e appena fuori dal locale vedo il furgone bianco scassato targato GB con la guida a destra, penso ai mega tour bus di tanti gruppi che agli U.K. Subs non potrebbero nemmeno accordare gli strumenti e mi sale il crimine…entro e vedo Charlie Harper e TV Smith (vi dice niente The Adverts?) che gironzolano per il locale, fanno foto, bevono birra, insomma sembravano due avventori abituali, mi dirigo al bancone e vado a fare un giro per il locale, dove trovo già un sacco di amici che non vedevo da troppo tempo, Mauri Clash, Dario de Il Complesso, l’immancabile Tiziano, Zò e Fix dei Mad Beat, Robertino e Anita da Zena, poi le distro e l’onnipresente Bolzo, insomma serata già carica abbestia anche senza musica.

Non mi sembra ci sia il pienone, ma c’è comunque una bella atmosfera, e fortunatamente anche stasera i presi male sono rimasti a casa, salgono sul palco i WetDogs, che rivedo con piacere dopo anni, la voce di Pheb è ipnotica ed i ragazzi si presentano davvero in gran forma con un live emotivamente carico. Poi attaccano T.V. Smith e la sua chitarra, la “quiete” (molto virgolettata) prima della tempesta insomma. Ormai siete abituati ai miei racconti senza un minimo di documentazione, quindi proseguiamo la striscia positiva dimenticandoci completamente le scalette!! T.V. Smith è davvero grande, mai visto se non su youtube, me ne sono innamorato praticamente subito!

Arriviamo lentamente a loro…intanto il locali si riempie ancora un po, qualche piccolo aggiustamento sul palco e BOOOMMMM!! Eccola li la storia del Punk che mi urla in faccia, un 73enne con l’energia di un 20enne che impartisce lezioni su come si sta al mondo se vuoi fare il punk, grandi successi e tanta elettricità nell’aria, ricordo solo che con Warhead e Riot ho rischiato grosso, ma fa tutto parte del gioco. Come sempre le cose belle poi finiscono, i 4 giovinastri si prendono un meritatissimo applauso e si ributtano in mezzo ai kidz a fare fotografie, bere birra e prendersi quel treno di complimenti che si meritano!

Serate così mi fanno venire voglia di imparare a fare fotografie seriamente ed a documentare meglio quello che vivo, ma in queste occasioni ci si lascia prendere sempre dal cuore e forse è meglio così. I ringraziamenti miei personali vanno come sempre alla marmaglia di Out Of Control ed ai miei amichetti del Decibel, a tutti quelli che sono venuti e che non sono riuscito a salutare.


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