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UNITY WAS A POWER NIGHT vol. 4 (1/05/2017 Decibel, Magenta)

UNITY WAS A POWER NIGHT vol. 4 (1/05/2017 Decibel, Magenta)
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Contrariamente a quanto faccio di solito mi metto a scrivere un live report il giorno dopo il concerto, no tranquilli, ho mantenuto la striscia positiva e non ho segnato un cazzo di scalette, ma ho fatto come sempre qualche fotografia, perché non c’è niente di meglio delle immagini, anche se fuori fuoco o poco luminose (abbiate pietà, ho una buona macchina, ma nulla a che vedere con i carri armati dei professionisti) rendono più o meno l’idea di quello che è successo, anche se il calore, l’odore e l’elettricità che hanno invaso il Decibel sono difficili da raccontare…ma vediamo che cazzzz hanno combinato stavolta:

Primo maggio festa dei lavoratori, tempo di merda per essere maggio e freddo cane già alle 20.00, quando arrivo davanti al locale e ad attendere l’apertura un bel gruppo di gente, stranamente è ancora chiuso e lo resterà fino alle 20.30, scopriremo dopo che la “colpa” è dei newyorkesi che hanno ritardato un pelo…intanto si fanno due piacevoli chiacchiere con 3/5 dei Rebel Crew e Niccolò che mi racconta l’ultimo viaggio fatto a Sankt Pauli, noto anche 3 ragazzini, i più grandi con la maglia dei Madball ed il più piccolo con quella dei Gorilla Biscuits, li guardano tutti con facce amichevoli, pensiamo tutti la stessa identica cosa…quando apre c’è fila per entrare (SI, ALLE 20.30 IN PERIFERIA!!!) per fortuna avevo preso il biglietto in prevendita ed in 2 minuti sono dentro, scopro a malincuore che cumba’ Oscar del Decibel s’è fatto male, le distro sono sistemate di sopra, tranne il grandissimo Bolzo e la sua compagna di Anfibio Records che sono sistemati di fianco all’ingresso, si prevede credo il tutto esaurito e la zona pit, visto anche il genere proposto questa sera, viene lasciato sgombro, per evitare spargimenti inutili di vinili rotti. Verso le 21.00 fanno un mini check i Face Your Enemy, non li conoscevo quindi nel mese prima del concerto ho ascoltato un po quello che hanno fatto e sono davvero interessanti, il classico gruppo che live sa coinvolgere anche il freddissimo pubblico di apertura serata, quel “jamme ‘uagliu’!” risuona nelle teste dei presenti che pian pianino avanzano verso il palco e la serata si scalda. Mi piace da pazzi il loro “pizza style”, sia come musica sia come si atteggiano, danno tutto quello che hanno ed il pubblico lo percepisce, rispondendo a modo. Soprattutto i 3 ragazzini che ho visto all’ingresso.

Poco dopo, tempo di una pisciatina vicino alla macchina del Pelle ed una birretta, perché dentro inizia a fare caldo sul serio, salgono gli Stregth Approach, hardcore da Roma, li ascolto da una quindicina d’anni anche se live li ho visti poco, errore madornale! La temperatura sale e parecchio, i muri tremano e loro, musicisti da panico, non mollano un colpo…sanguigni, viscerali…l’hardcore è questo, anche se Ale è costretto a richiamare qualche volta il pubblico in scalinata, credetemi, è molto più divertente stare a bordo palco. Sembra suonino una vita talmente sono preso e vorrei non smettessero mai, ma il tempo stringe e dopo 3 “ultimi pezzi” lasciano il palco tra gli applausi entusiasti e sudati dei kids. Intanto i 3 ragazzini hanno preso un sacco di legnate, ma non hanno paura di un cazzo e penso “se questo è il riscaldamento attiviamo lo scatto a raffica sulla reflex che qui ci si diverte”.

Piccolo assestamento palco, spero che qualcuno abbia messo qualche puntello sotto perché a parte Mike alla batteria il fronte composto da Hoya, Freddy e Brian fa spavento, pesi massimi non solo musicalmente, appaiono da subito carichi a molla e per nulla stanchi nonostante siano appena stati a Bologna e Roma, dove amici mi dicono che hanno spaccato tutto, davanti è subito ressa e chi è stato al Decibel conosce bene il senso di soffocamento durante certi concerti, per terra c’è bagnato, i vetri sono appannatissimi e l’umidità ha raggiunto livelli da foresta pluviale. Come molti di voi sapranno io non faccio distinzione tra il “gruppetto” di periferia ed il “gruppone” di fama mondiale, va ammesso però che i Madball sono una pietra miliare dell’Hardcore non solo newyorkese, quindi vederli così sciolti col pubblico, disponibili agli innumerevoli stage diving, a cantare abbracciati a qualche scrittore tutto tatuato e sudatissimo (vero Nic??) insomma mi fa pensare che forse si sono divertiti di più loro di noi…ci hanno anche dato una bella notizia: sono al lavoro sul nuovo disco, a distanza di 3 anni dall’ultimo “Hardcore Lives”…e poi è successa una cosa che in quasi 20 anni non mi era mai capitato di vedere di persona, il video l’avrete visto tutti ormai è virale, vi ricordate i 3 ragazzini? Ecco a parte che durante tutto il live ogni tanto si pigliavano il microfono e urlavano con tutta la loro forza, oltre a buttarsi senza la minima paura sulla massa informe di sudore e carne sotto al palco, ma quando è stato il momento di Doc Marten Stomp ti vedi sta creatura di forse 10 anni col cappellino e la maglia dei Gorilla Biscuits che quando Freddy gli porge il microfono dice timidamente qualcosa, poi prende coraggio, afferra il mic ed inizia a cantare come un navigatissimo singer, Freddy forse ha un deja-vu, si fa da parte ed assiste divertito, felicissimo e quasi incredulo alla scena, anzi lo aiuta coi cori dal microfono di Brian, Hoya lo abbraccia e nel frattempo lo raggiungono anche i suoi amici, sotto al palco è un delirio, credetemi ero li, e sono felice di aver assistito alla realizzazione di un sogno per tre giovani della provincia di Pavia.

A fine concerto i Madball si dileguano perché la ressa è davvero tanta e loro credo abbiano dato davvero tutto quello che avevano, ma non è finita, perché Pelle (batteria di Face Your Enemy e Booze&Glory) mi fa un regalo di natale in ritardo, mi dice che i Madball hanno chiesto di vedere i ragazzi e mi porta nel backstage a fare le foto per questo sito, grazie di cuore amico mio! Le ultime due foto dei ragazzi e la foto di gruppo coi Madball sono sue.

Si conclude così il miglior concerto dell’anno visto al Decibel, vuoi per la situazione creata, vuoi per la bravura di tutti quelli che sono saliti sul palco e quelli che si sono fatti in 10 da dietro le quinte, vuoi per il pienone, la serata è riuscita troppo bene per pensare che siamo in Italia, complimenti ad Out Of Control, Hellfire, ed allo staff del Decibel ma anche agli amici di Bologna e di Roma per la perfetta organizzazione, è solo ed unicamente grazie a voi se possiamo vivere concerti come questo.


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