WATER TOWER: Radioattivo

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WATER TOWER: Radioattivo

Il successo del precedente album “Saloon”, venduto nei negozi a 8.00 euro aveva dato un’ottima spinta alla fama degli arcoresi Water Tower, l’affluenza ai loro concerti è nettamente aumentata, e momenti molto particolari vissuti dalla band nell’ultimo periodo (l’Izzy Day a Monza con Punkreas, Derozer e altri davanti a 2000 persone, la Festa della Birra di Trescore coi Punkreas davanti a 3.500 persone, i primi passaggi in Tv su ReteA e Rete7, ecc…) non hanno fatto altro che consolidare il loro status di band cult della scena milanese.

Questo nuovo “Radioattivo” arriva in un momento particolare, è il primo senza il loro storico trombonista Izzy, e si sente, le sonorità sono mediamente più incazzate, c’è meno spazio per l’allegria che caratterizzava “Saloon”, i testi sono decisamente più arrabbiati e le musiche anche, il tutto però accompagnato dalla loro solita voglia di fare i cazzoni a tutti i costi.

Il cd si apre dopo una breve intro con “Vorrei Vedere”, già suonata da qualche locale brianzolo, uno ska bello allegro e saltellante con un ritornello che farà fatica ad andarsene dalla vostra testa, “Pierino” è un punkrock alla Derozer, subito dopo arriva una delle hit millenarie del gruppo riarrangiate per l’occasione: “Il Pompiere”, qui nettamente più veloce dell’originale presente sull’EP “Antiossidante”, “Clochard” è quasi hardcore nella sua furia, “Corri” ha il tiro delle hit dei Millencolin (vedi “The fox”), ma con una ritmica in levare e un ritornello da urlare tutti insieme, “Vendetta” è un pezzo country-punk con una melodia ripresa anche dalla tromba semplicemente spettacolare, presente anche sulla compilation MilanoPunk, ha un finale da infarto: solo batteria, cori e battiti di mani. Si prosegue col velocissimo punk’n’roll di “Moto” in stile Toy Dolls con la tromba; poi un altro country, ovvero “La Ballata” che sarebbe perfetto per aprire i concerti e il finale: un anthem storico, “Arriva Arriva”, un inno contro la polizia come lo fu “La Disoccupazione” a suo tempo, che quando viene suonata dal vivo vede spesso la partecipazione di tutto il pubblico tanto è semplice e facile da cantare tutti insieme, il pezzo si chiude con la rivisitazione del classico coro “Via via la polizia” rivisto in chiave Water Tower.

Ok, al giorno d’oggi lo skacore non tira più, certo è un suicidio commerciale continuare a suonarlo al giorno d’oggi, non ha più pubblico, ma quando si incontra una band come i WT che lo fa col cuore, chissenefrega, spingiamo il tasto play e facciamo finta di essere di nuovo a fine anni ’90, quando lo skacore impazzava ovunque.

Se vi piacciono i testi bastardi, i cori da stadio, le ritmiche tarelle e vi piace ballare come dei pazzi, compratevi questo cd.


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