WEAKERTHANS: Reconstruction Site

WEAKERTHANS: Reconstruction Site
A cura di   |     |  
 Scrivi un commento!
LoadingAggiungi ai preferitiAggiungi ai preferiti!Consulta la tua lista degli articoli preferiti        

WEAKERTHANS: Reconstruction Site

E’ sempre un piacere per noi giornalisti recensire album di questa qualità, piacere che si tramuta in sofferenza e fatica enorme data l’impossibilità di trasportare su carta (o meglio su video) la vera essenza di questi album perchè si ha sempre il terrore di non riuscire a comunicare appieno la grandezza e il livello artistico di un simile lavoro.

I Weakerthans provengono da Winnypeg, Manitoba, Canada e con questo “Reconstruction site”dopo due precedenti ottimi album probabilmente giungono al capolavoro della loro carriera. Non sto esagerando con gli elogi ma questo album ti entra dentro sin dal primo ascolto, la commistione di talmente tanti ritmi e componenti musicali differenti fà di questa musica qualcosa di sublime e inarrivabile.

La band riesce con una semplicità straordinaria a fondere melodie folk a chitarre rock mantenendo alla base un background country misto al classico indie rock senza dimenticare un attitudine prettamente punk di fondo. I testi sono a forte contenuto sociale con forti richiami politici, ma non di quella politica populista fatta di slogan vuoti e inutili bensi quella di chi ha qualcosa da dire per fare risvegliare coscienze e menti ipnotizzate dal “Grande Fratello”. I testi inoltre sono pieni di riferimenti a opere letterarie e saggi della scena underground internazionale.

L’artwork dell’album non è da meno rispetto al contenuto musicale, un digipack curato con animazioni che ti portano a riflettere sulle catene e sull’omologazione dominante della nostra società e un booklet con testi scritti a mò di libro per potere riuscire ad estrapolare ogni testo nella propria reale dimensione.

Sò che con queste poche parole di non aver detto nulla in confronto a ciò che realmente l’essenza di questo album ma solo ascoltando questo album potete realmente comprendere ciò che volevo dire e capirete la difficoltà dell’impresa di fronte cui mi sono trovato nel recensire “Reconstruction Site”.

VOTO : 9 ½ (Ad un passo dalla perfezione artistica)

TRACKLIST.
1. (Manifest)2. The reasons3. Reconstruction site4. Psalm for the Elks Lodge last call5. Plea from a cat named Virtue6. Our retired explorer (dines with Michel Foucault in Paris, 1961)7. Time’s arrow8. (Hospital vespers)9. Uncorrected proofs10. A new name for everything11. One great city!12. Benediction13. The prescience of dawn14. (Past-Due)


Condividi questa pagina!  

Cosa ne pensi?   ...Scrivi il tuo commento!

Per scrivere un commento puoi:
effettuare il Login o registrarti
 
oppure   Accedi con facebook
o compila i seguenti campi:





Aggiungi un’immagine al tuo commento >