6 agosto 1996: i Ramones salgono sul palco per l’ultima volta

UNSPECIFIED – CIRCA 1970: Photo of Ramones Photo by Michael Ochs Archives/Getty Images

Il 6 agosto 1996 si chiudeva uno dei capitoli più importanti della storia del punk rock. Al The Palace di Hollywood (Los Angeles), i Ramones suonavano il loro 2.263° e ultimo concerto, mettendo la parola fine a una carriera iniziata vent’anni prima nei locali del Queens e destinata a cambiare per sempre la musica.

Quella sera non fu un semplice concerto d’addio, ma una vera celebrazione dell’eredità lasciata dalla band. Sul palco salirono alcuni degli artisti che più avevano raccolto l’influenza dei Ramones: Tim Armstrong e Lars Frederiksen dei Rancid, Lemmy Kilmister dei Motörhead, Chris Cornell e Ben Shepherd dei Soundgarden, Eddie Vedder dei Pearl Jam e persino lo storico bassista Dee Dee Ramone, che tornò a esibirsi con i suoi vecchi compagni.

La scaletta ripercorse tutta la carriera del gruppo con classici come Blitzkrieg Bop, Sheena Is a Punk Rocker, Rockaway Beach, I Wanna Be Sedated, Pet Sematary e Pinhead. I momenti più emozionanti arrivarono però con gli ospiti: Lemmy interpretò R.A.M.O.N.E.S., l’omaggio che i Motörhead avevano dedicato alla band, Tim Armstrong e Lars Frederiksen affiancarono Johnny Ramone in 53rd & 3rd, mentre Chris Cornell introdusse Chinese Rocks insieme a Ben Shepherd. A chiudere definitivamente il sipario fu Eddie Vedder, che salì sul palco per cantare Anyway You Want It dei Dave Clark Five, ultimo brano mai eseguito dai Ramones dal vivo.

Il concerto venne successivamente pubblicato nel live We’re Outta Here!, diventando la testimonianza definitiva dell’ultima notte della band che, con quattro accordi, canzoni di due minuti e un semplice “one, two, three, four”, aveva rivoluzionato il rock.

Sebbene lo scioglimento fosse stato annunciato già nel 1995 dopo l’uscita di ¡Adios Amigos!, i Ramones decisero di prolungare l’attività per partecipare anche al Lollapalooza 1996, prima di congedarsi definitivamente il 6 agosto. Quel concerto segnò la fine della band, ma non del suo impatto: ancora oggi, a trent’anni di distanza, il loro nome continua a influenzare migliaia di gruppi punk, hardcore e rock’n’roll in tutto il mondo.

 

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