Non essendo un conoscitore del genere ho sempre paura di non riuscire ad spiegare tutto ciò che un disco mi dà, o non cogliere tutto quello che la band vuole esprimere, ma adoro da sempre ascoltare generi che non siano solo i miei, e magari la mia umile opinione spinge chi non ha mai ascoltato lo skate punk a dargli una possibilità.
In tutto questo gli All Coasted mi aiutano molto nel mio “lavoro”, il loro nuovo disco è un concentrato di suoni potenti e veloci, precisione millimetrica e riff pazzeschi, è molto coinvolgente ed i ritmi forsennati lasciano immaginare cirle pit e sudore a litri, ma non è solo musica, la crescita della band a livello di arrangiamenti è notevole, ma mi ha colpito molto la stesura del testo e l’affrontare gli argomenti con una naturalezza invidiabile, senza paura e convinti che sia la cosa giusta da dire, la conclusiva “victims with guns” ne è un esempio lampante, non che prima non sapessero scrivere, tutt’altro, ma “time for disruption” mi sembra un disco decisamente più maturo, più diretto e dove non c’è la smania di dover piacere per forza a qualcuno, fanno capire che il silenzio è complice di chi fa i suoi affaracci sulla pelle degli altri e fare rumore è un buon modo per scrollarsi dal torpore, è introspettivo e scritto con la consapevolezza di aver fatto un percorso importante e difficile; di esperienza ne hanno fatta tanta e si sente tutta, si sente la voglia di far alzare la testa ed iniziare a ragionare, per quanto mi riguarda è un disco ben fatto e che ho ascoltato volentieri più volte, mi manca di vedere sti ragazzi dal vivo, ma mi rifarò presto.
Registrato da Andrea “Spazza” Rigoni presso Produzioni Fantasma, mixato e masterizzato da Maurizio “Icio” Baggio presso La Distilleria, cover di Margherita Forigo, foto di Davide Dellai, Street art di Cibo.
tracklist:
01. out of trend
02. no regrets
03. time for disruption
04. herbal, teas and hangovers
05. the hypocrisy parade
06. Martina
07. get off of me
08. victims with guns


