Dopo l’album Mayday del 2022, i Crancy Crock, in collaborazione con Gasterecords e Samoan Records, tornano a sparare, e lo fanno con “WHAT’S YOUR GUN?”, un nuovo singolo che agita le acque sia per la rotta musicale intrapresa che per quella legata ai testi. La virata “energetica” è ovvia fin dalle prime note e inizialmente spiazza. Ma, facendo un po’ di mente locale (qui si naviga in mari noti anche se sorprendenti), non si tratta certo di una scelta incoerente per la band.
I Crancy Crock oggi focalizzano la loro lotta al pensiero omologato puntando dritto contro uno dei nemici attuali più pericolosi, se non il più pericoloso in assoluto: il social network. La loro analisi è fredda e molto precisa, per quanto scomoda per i più: i social media si nutrono di ogni possibile conflitto, che a volte nasce solo come informazione o parere, creando veri e propri scontri da cui traggono nutrimento e vantaggi (soldi). Non sono solo la miccia della bomba, ma anche chi la piazza e l’accende.
E qui arriviamo alla canzone, con la quale il cerchio si chiude perfettamente. Ricordate cosa fecero i Cypress Hill nel 2004 con il patrocinio del buon Tim Armstrong? Esatto, “What’s Your Number”, libera rilettura di “Guns Of Brixton” dei Clash (1979), creando un legame tra quel Punk già in evoluzione e il rap incisivo del terzetto californiano.
I Crancy Crock proseguono proprio da lì con questa canzone, riprendendone la struttura e adattandola alle loro necessità comunicative. Ho amato fin da subito la scelta della struttura della song, il suo crescendo e i suoni che restano perfettamente legati alla canzone originale e ai tempi in cui viviamo. Il brano suona potente, fresco e abbatte i confini tra stili che, purtroppo, oggi (in Italia) cadono troppo lentamente a causa dei pregiudizi di forma.
La cosa curiosa è che i signori Crancy Crock ci erano arrivati ben dieci anni fa. Sì, perché il pezzo, scritto nel 2014, era andato “perso” nei meandri del Crancy Studio, nonostante fosse stato composto con molta partecipazione dalla band e dai due rapper allora giovanissimi, Etse Gringo e Tia.
Questi sono i misteri della vita, o forse più semplicemente le necessità che la vita impone. Oggi godiamo tutti insieme di questa anteprima che i Crancy Crock hanno fortunatamente ritrovato tra i loro scatoloni e le loro memorie. Ultima nota per la grafica, curata da Jacopo Ghisleni (Jerry Moovers), che esprime un messaggio: cosa scegliamo di usare, armi di distruzione o di speranza? O restiamo fermi e indifferenti?
La canzone la troverete ovunque, ma i Crancy Crock hanno riservato il video in anteprima esclusiva per i lettori di Punkadeka. Un clip che, tra filmati d’annata, grandi citazioni ed emozionanti didascalie, vi aiuterà ad assimilare ulteriormente la causa che la band ha intrapreso, attraverso l’esecuzione di uno dei refrain che hanno scritto la storia del punk mondiale.


