ATARASSIA GRÖP: Fantasmi

L’unico problema relativo a questo CD è la difficoltà nel catalogarlo tra gli album o gli EP. I brani sono otto e quindi sta a metà strada tra la lunga e la corta distanza, ma se invece di parlare delle “questioni tecniche” ci soffermiamo su quelle artistiche non possiamo avere dubbi.Finalmente un gruppo che in Italia osa qualcosa di veramente diverso dai soliti stilemi punk; un disco questo “fantasmi” che spazia subito dallo ska di “1.000 Chilometri” all’hardcore di “Guten Morgen”, ma che da il meglio di se soprattutto quando si discosta dalla “tradizione” punk e tentare una via autonoma. Da segnalare innanzitutto la fantasia estrema con la quale il gruppo compone i testi, cantati anche in spagnolo e francese oltre che nella nostra lingua madre, e poi la assoluta liberta stilistica che li distingue dalla stragrande maggioranza di gruppi italiani. Aiutati anche da Pedro -tromba negli Shandon- e da nientepopodimeno che Jacques Prevert (spunto per il testo di “Immense et Rouge”) gli Atarassia non si formalizzano su preconcetti ma sperimentano, campionamenti (mai troppo “pesanti”) ed escursioni in altri generi sono la prassi, anche se quello che esce dalle casse rimane pur sempre ska-punk-core. Per cui nelle otto traccie di “Fantasmi” troviamo si buona musica, ma troviamo soprattutto fantasia, come non chiamare altrimenti una canzone come “La ballata del Capitano Neri”, ed in un periodo come questo non possiamo certo non compiacerci.

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