REBORN

ATLAS LOSING GRIP:

Cosa dire…i miei voti sono sempre molto larghi forse…però a nove ero arrivato giusto per “Supporting  Caste” dei Propagandhi e questo dovrebbe farvi capire già molte cose…
Semplicemente chi ama il punk-rock melodico non potrà fare a meno di questo disco e quando lo avrà non potrà fare a meno di ascoltarlo ininterrottamente. Non vedrà l’ora di andare in macchina o a correre per sentire pulsarlo nelle proprie orecchie e nel proprio cuore…
Rodrigo Alfaro, leader storico dei Satanic Surfers, torna a scrivere un full-lenght dopo parecchio tempo e la sua voce si mostra più sincera e decisa che mai. Intensa come in “Hero of our time” e  bilanciata come in “Unconsciously confined” (penso per esempio in “Voracious Appetite”). Gli ATLAS  LOSING GRIP però non si fermano a lui, non si fermano alla melodia. Dietro ci sono altri 4 ragazzi  che senza timore sfornano dei brani tecnicamente impeccabili, non banali, studiati in ogni dettaglio. Piacevolmente ridondanti senza però esagerare negli assoli. Accademici!
Questo “State of unrest” è composto da 13 brani che non lasciano respiro. Skate-punk (“Heartsease” potrebbe essere presa per insegnare ad un ragazzo l’essenza di questo genere…), ma anche diverse canzoni mid-tempo, quelle che all’inizio magari ti  fanno storcere il naso (chi non sperava in 13 brani a 1000 all’ora) ma che poi alla lunga ti si attaccano addosso come la vecchia t-shirt nei giorni più caldi delle nostre afose estati…
Le liriche sono egregie, sia quando affrontano aspetti più sociali che quando sono intime e riflessive.
“Logic” e “All in a days work” analizzano l’impronta che spesso le religioni possono dare alle  nostre vite (“Trade your prayer of Salvation for a logical solution”, “Some girls get high, others  get stoned for succumbing to a feeling such as lust, yes that alone, can cost an arm or even a leg”)  mentre “Different hearts, Different minds” (un brano che attendevo almeno da 4/5 anni) è un inno a non arrendersi, sembra quasi che Rodrigo confessi le sue speranze per questa nuova avventura (“This is the second wave, a new wind in our sail, and if we stand togheter there is no way that we can fail”).
Un amico scrisse su facebook qualche giorni fa che questo è il disco dell’anno, concordo  pienamente!
Voto: 9/10
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