AVAIL: ­ Front Porch Stories

Ecco finalmente il disco nuovo per la band di Richmond, Virginia, che da sempre ha fatto dei live act il suo punto di forza. Punk rock grezzo e tirato, ma con un pizzico di melodia, è ciò che gli Avail propongono da sempre, ed i dodici pezzi di questo ‘Front Porch Stories’ non sono da meno. Registrato durante l’estate, questo sesto album è il primo in cui il gruppo ha realmente sfruttato lo studio di registrazione; coadiuvati da un tecnico del calibro di Bryan Paulson, che tra ha lavorato con gruppi del calibro di Husker Du, Replacements e Beck, e rimasti in sala per più di un mese i nostri hanno saputo aggiungere al loro sound alcune interessanti sfumature, che hanno portato alla realizzazione tra l¹altro di un brano come”Subdued & Arrested”, dal ritmo meno serrato e più riflessivo. Per il resto si tratta di variazioni più o meno riuscite da un tema già noto, e la sequenza iniziale ‘Black and Red’ ­ ‘Blue Times Two’, così come ‘Gravel to Dirt’, ci fanno capire come l’esperienza degli Avail faccia la differenza rispetto alle molte bands che si cimentano con le stesse sonorità. A livello di liriche niente di rivoluzionario: storie di tutti i giorni, di quelle che, per citare proprio il gruppo, ‘racconteresti ai tuoi amici condividendo la bottiglia di birra’, quindi storie di amicizia, amore e lealtà, insomma parole che ben si accostano alla musica. Come nota di colore potremmo dire che la copertina non è altro che un (bel) quadro del batterista Ed Trask e che come al solito non abbiamo tracce sonore di quel pazzo di Beau Beau, ovvero il ³cheerleader’ che potete incontrare ai concerti degli Avail mentre si dimena sul palco. Insomma, vale la pena ascoltarlo.

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