

Non c’è confusione tra i piani narrativi….semplicemente sono la stessa cosa.
Li ho incontrati a Berlino, lo scorso inverno, in occasione dell’apertura del loro primo tour tedesco, e prima di iniziare a parlare con loro, spiego che non so per quale testata ancora l’articolo verrà pubblicato, ma che avevo pensato a il Manifesto, in quanto…“Lascia perdere”, m’interrompe David” tanto non te lo pubblicano! Non hanno mai dato, in vent´anni di duro lavoro, spazio alla Banda. Sono anni che suoniamo difronte a 6.000 persone e passa, e loro niente! Abbiamo anche parlato con loro, con i redattori, sono anche amici, se si può dì così…e sulla Banda neanche una virgola”.
“Una volta sola hanno scritto qualcosa”, continua perplesso Pikkio “ma non capivo bene dove volessero andare a parare. Personalmente a me è sembrata più una presa per il culo!”…..“sostenevano che avevamo fatto una cover dei Clash, o qualcosa del genere”, racconta Sigaro, “Mai fatto!!!”; “non abbiamo mai capito cosa volessero raccontare, spiegare in quella recensione: se parlavano di noi o se, forse, ci avevano confuso con qualcun altro!” conclude Pikkio.
“La stampa di sinistra dovrebbe essere quella che dà spazio e sostiene la Banda, mentre spesso riceviamo molte più attenzioni da altri media”, spiega piuttosto rammaricato David, “inoltre il Manifesto ha uno staff di giornalisti musicali che preferisce scrivere sull’ultima band di inglesini strafighi, piuttosto che su quelli che cercano di rappresentare le divese realtà sociali che ci circondano, a partire da quella più vicina a noi, quella Romana, passando per il Nicaragua e il Sud America per poi tornare in Europa, ai Paesi Baschi e così via…

Beh, la ragione del disinteresse della stampa può risiedere eventualmente nella scelta della Banda: prima collettivo politico militante e poi gruppo musicale che rimane indipendente, si autoproduce e rinuncia, di conseguenza (e per fortuna) agli sfavillanti palcoscenici e a cashet notevoli, così come il sistema mediatico controllato dalle majors…“sicuramente – commenta David – peccato che il Manifesto si definisca un giornale di sinistra e che, quindi, dovrebbe opporsi a questa logica!!! “Ma noi lo siamo sicuramente” continua Sigaro un po’ più pacato di David, “la logica del mercato non ci appartiene per niente. Abbiamo scelto altre strade e-deciso di rimanerne FUORI!!!”
Ciò nonostante il grande successo!!! “Sì, sì un pochino!” risponde sorridendo Sigaro “siamo contenti e fieri del riscontro che abbiamo con il pubblico e la gente che ci segue da un lato e, dall’altro, di continuare ancora a far parte, nonostante ciò, da un preciso punto di vista, ancora del popolo degli invisibili. Vuol dire che la nostra scelta è stata giusta!!!”
“Anche se a me fa rodere un po’ il culo, scusa la licenza poetica, essere invisibile proprio per la stampa di sinistra” David “trovo inaccettabile che noi suoniamo di fronte a una massa veramente enorme di persone e che il Manifesto preferisca recensire un gruppo sconosciuto, che suona di fronte a 30 persone per la modica cifra di 20 € a biglietto”.

Da una parte non viene dato lo spazio che vi meritate sulla stampa di sinistra, dall’altra siete stati accusati di antisemitismo per un vostro vecchio brano dai gestori della hall dove avreste dovuto suonare a Leipzig, col risultato di una data cancellata…. “Guarda mi si può dare di tutto, dall’ignorante burino fino al terrorista….ma antisemita no, nessuno mi ha mai definito così, non lo sono MAI stato e ME FA` INCAZZA`!!!” David.

Il pezzo in questione, Nazi Sion Polizei, è un pezzo vecchio(1992 Figli della stessa Rabbia). “Forte lo è sicuramente, ma al momento era quello che sentivamo. Solidali con il popolo, ma decisamente contro quel governo” conclude Pikkio.






