La torrida estate 2026 ha portato con sé l’uscita di un album passato un po’ troppo in sordina nella scena punk rock internazionale: posso dire con assoluta e convinta certezza che “Born To Be” dei Bouncing Souls sarà in molte top-5 di fine anno. Il mio amato quartetto del New Jersey sforna un album praticamente perfetto in ogni sua sfumatura. In “Born To Be” ritroviamo tutti quei crismi che Greg Attonito e compagni avevano leggermente sfumato nelle loro ultime uscite discografiche. Mi sono innamorato del disco già dall’uscita del singolo The Light, il terzo in ordine cronologico dopo United e Power, tanta è la sua melodia e l’ orecchiabilità del suo ritornello. Ci sono accelerazioni (Bordertown e soprattutto Asshole Friends), momenti più musicalmente riflessivi (Only Echoes) e vere gemme punk rock come la ramonica All The Good Things e la rancidiana As One (una coincidenza la scelta del titolo?). Ma ciò che ruba la scena, come sempre quando parliamo di Bouncing Souls, è la scelta delle parole: l’unità, i legami tra le persone e l’amicizia sono espressi in United, mentre il leitmotiv dell’ album, la dicotomia ricca di significati pratici e metaforici luce/oscurità, energe senza nascondersi troppo in The Light e Power. Mancano all’ appello Lighthouse e Born To Be (perché si, ognuno dei 10 pezzi che compongono questo album meritano una menzione): la prima è una traccia in pieno stile Bouncing Souls in cui la sessione ritmica la fa da padrona, mentre la seconda è un arpeggio che funge da degna chiusura di un super album.
Non penso di esagerare quando affermo che “Born To Be” sia uno degli album più riusciti dei Bouncing Souls; soprattutto se consideriamo la loro ultra trentennale carriera e, soprattutto,tutto ciò che il quartetto di Ausbury Park ha già fatto per la storia del punk rock nella sua gloriosa carriera.
Tracklist:
The Light
Bordertown
As One
All The Good Things
Only Echoes
Power
Lighthouse
Asshole Friends
Unites
Born To Be


