CRUNCH: Worth mentioning

I Crunch con questo “Worth mentioning” continuano il cammino sulla strada del noise-core intrapresa già con il loro precedente “Trigger Happy Trespasser”. Un lavoro di sicuro impatto sonoro quello del trio inquestione, consapevole delle proprie capacità sia tecniche che compositive.La carica energetica non manca: riff di chitarra pesanti sono presenti un po’ in tutte le tracce, mischiati a qualche suono dissonantesempre partorito dalla chitarra di Vinicio Amici. La band non propone sonorità semplici, ma è intenta in una certa ricerca sonora, che però guarda un po’ troppo ai gruppi della scena noise-core della prima metà degli anni 90 e fatica molto a trovare una voce sua, anche se non si può dire che le influenze siano derivanti dal un solo noise. Non è difficile trovare parti decisamente hardcore NY in questo lavoro, tipo Biohazard per intenderci. Il cantato ricalca quelli che sono un po’ gli stilemi soliti già proposti da diverse bands alternative: a volte urlato, a voltesussurrato ed a volte quasi parlato. Vi è una certa varietà compositiva, non è certo un album dove i brani non di distinguono l’uno dall’altro, matrovo vi sia una certa monotematicità di fondo che si trascina per tutto il dischetto ottico. L’album nel complesso non è male, è molto ben suonato e ben prodotto. Si lascia ascoltare con piacere, anche se non aggiunge molto al genere in cui si inserisce è comunque un album divertente da ascoltare.

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