DEAF AUTUMN: What Was To Be Known

“What Was To Be Known” dei Deaf Autumn è quello che tutti – o quasi – definirebbero un buon lavoro rock oriented. Nulla di eccezionale, diciamocelo, ma di questi tempi ci si accontenta anche di qualcosa che sia ascoltabile e che possa in qualche modo far passare all’ascoltatore una mezzora senza sofferenze per risultare positivo. E così è stato. In questo disco  composto da dieci brani si sente chiara e forte la matrice rock/crossover del periodo fine anni ’90/inizio nuovo millennio, così come la qualità della voce principale, capace di tenere nel palmo della propria mano le sorti di ogni brano. In loro c’è quel pizzico di nostalgia tipica della stagione autunnale che li rende molto Bayside all’ascolto, ma anche tanta voglia di crescere e farsi notare, quella fame che ogni band deve avere in corpo e che deve essere il punto a favore di ogni singola produzione. Per rendere ancor più concreto e meritevole il tutto a mio avviso basterà poco: in primis un produttore di livello che possa dar loro le giuste motivazioni e dritte sul come intraprendere un percorso artistico ancor più personale e in seconda battuta tenere immutata quell’energia che scorre forte nelle loro vene. Se siete soliti affrontare nuovi interessanti progetti rock oriented made in Italy eccovene servito uno fresco fresco, i Deaf Autumn.

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