Curioso di vedere i gallesi Fatal Blow, decido di affrontare il traffico del venerdì sera, felice anche di vedere due gruppi che adoro e di passare qualche ora con i miei disgraziati preferiti del sottobosco punk milanese, sinceramente non sono molto sul pezzo coi Fatal Blow, li ho ascoltati un po’ le settimane precedenti al concerto e sicuramente sono un gruppo mooooolto degno di nota, inoltre sul menù della serata ci sono anche i Dirty Job ed i No Restraints, quindi stikazzi, vespa sotto al culo e via verso un mondo lontano.
Mi piace l’atmosfera che c’è al Circolo, pezzi della Milano Punk un po’ dappertutto che aspettano l’inizio del concerto con una 66 in mano, baci-abbracci-sorrisi come se ci vedessimo una volta all’anno e via che inizia lo show…l’avrò già scritto 100 volte, ma i Dirty Job sono un gruppo pazzesco, “the world’s decay” è per me una delle migliori uscite del 2024 ed ascoltarlo dal vivo è sempre bello, non c’è molto ma purtroppo un po’ me lo aspettavo, fatto sta che anche sto giro i milanesi hanno letteralmente spaccato e portato i kidz nel mood giusto; quando tocca ai No Restraints la sala si svuota, ci resto abbastanza di merda perché per quanto mi riguarda sono uno dei migliori gruppi che conosco, per ovviamente bravura, professionalità e tante altre cose che non vi devo spiegare, fatto sta che il concerto, sbalorditivo, è per pochi intimi, fino a quanto Teo non si inventa qualche cover che richiama tutti quelli fuori, poi mi regala la mia preferita “down the drain” e posso ritenermi soddisfatto.
Salgono i Fatal Blow, skin vecchia scuola che sanno stare sul palco dannatamente bene, che sia il Rebellion o il piccolo, sgangherato e splendido palchetto del Circolo, la loro anima antifa dilaga nella sala che risponde a tono e dopo qualche pezzo sono già rapito da sti tre ragazzotti che non tirano il fiato e vanno spediti come un treno, sorrisi e dita puntate, qualche ritornello lo so pure io e alla fine viene fuori un concerto ben fatto e pure partecipato; dopo di loro tocca al poeta punk americano Average Joey, pretende un minimo di rispetto in sala e restiamo in pochi intimi a seguire il suo bello show, finché non arriva Bert a gamba tesa tipo Paolo Montero e partono frasi tipicamente americane come “don’t touch me!”, “stay away from me!” e altre prelibatezze del genere, comunque il ragazzo è molto bravo e coinvolgente, resto a vederlo fino alla fine, poi la sveglia presto della mattina precedente inizia a farsi sentire, quindi saluto Ale di MiDecay e gli faccio i complimenti per la serata, ci si da appuntamento per domani al resto della ciurma ed affronto la movida milanese a cazzo duro, che non si sa mai.
Serate come questa secondo me meriterebbero sale piene fino all’orlo, che poi mi tocca fare le foto solo ai gruppi e non sono capace, accontentiamoci di avere ancora persone d’oro che organizzano con tanta passione e coraggio, da me per quanto possibile avranno sempre il massimo sostegno.



