GREG MACPHERSON BAND: Good Times coming back again

Ecco a voi un disco canadese che va a collocarsi in quel grande filone rock americano tanto diffuso negli States quanto poco espresso dalle band nostrane. Si tratta di un disco calmo, fatto di un rock sereno, che sembra dover esplodere da un momento all’altro ma che rimane sempre sulla stessa linea sospesa. Chitarra, basso, batteria e qualche elemento elettronico creano un’atmosfera leggera ma calda ed avvolgente, che a tratti ricorda alcuni passaggi dei Pearl Jam più tranquilli (tipo “Yield” per intenderci) o delle ballad dei Soul Asylum. In “Good Times Coming Back Again” confluiscono perciò sonorità rock’n’roll classiche, ma anche suoni più puramente blues e country. Ascoltando le linee vocali Greg vengono poi alla mente paragoni con gente come Mick Jagger, e tutto l’insieme risulta fortemente influenzato dal Boss Bruce Springsteen. Tra incessanti palm-muting scopriamo così pezzi di indubbia qualità come Good Times o $6 All Day, una ballabile Slow Stroke, e le più rilassate Remote Control o Heatwave (classica ballad acustica). Arrangiamenti più pop li troviamo invece in Numbers e in The Apartments (nome tra l’altro della sua prima band). Un disco davvero valido insomma, lontano anni luce da generi come il punk e l’hardcore, ma utile per le orecchie più “raffinate”. I titoli: Good Times – The Day The Water Dired Up From The Tap – Weak – Numbers – Remote Control – Slow Stroke – Windows – Radar – Concrete – $6 All Day – The Apartments – Heatwave.

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