Punkadeka festival 2026- MXPX

Hardcore senza filtri: la visione dei Discomostro

  • Grazie anche ai Discomostro, l’hardcore italiano è tornato alla ribalta anche al di fuori degli spazi sociali, occupando flyer di festival molto partecipati: tutto questo per i Discomostro è più un pregio o più una “colpa”?

Una sorpresa.

  • Immaginate di dover suonare in un festival, ma i generi sono stati assegnati a caso, tipo lotteria. Vi capita il reggae. Come ve la giocate: sparite nel bosco o uscite con un disco “Rastamostro”?

Sparire nei boschi sembra un’ottima idea in generale! Comunque no, ci piace sperimentare musicalmente ma solo quando viene da un’esigenza creativa, personale…non pianificando a tavolino la svolta reggae!

  • C’è un disco, di qualunque artista, che avreste voluto scrivere voi, perché vi rappresenta o perché avreste voluto reinterpretarlo alla vostra maniera?

Rancid 2000 

  • Discomostro: già il nome è un (bel) programma. Se doveste spiegare il vostro progetto, come ve la cavereste in tre parole?

Provocatorio, intimo, starnazzante

  • I vostri testi trasmettono un dolore viscerale, urlato senza filtri e senza paura. Cosa vi spinge a metterlo così a nudo? È rabbia, bisogno di liberarsi, o semplicemente la verità che non sapreste dire in nessun altro modo?

Sì, sicuramente per noi suonare è un modo per far uscire tutte le cose più brutte che ci portiamo addosso e che fatichiamo ad esprimere in altre forme. Questo vale per tutti e quattro ma soprattutto per Carlo che nei suoi testi parla sempre di ciò che conosce, per esperienza personale o di persone/mostri conosciuti.

  • C’è un sogno nel cassetto per la band che ancora non avete realizzato?

Aprire ai NOF- ah ops, niente.

Sopravvivere fino a domani.

  • Come vedete la scena punk e hardcore oggi rispetto a quando avete iniziato, anche con i vostri progetti precedenti?

Abbiamo iniziato questo progetto in anni in cui l’hardcore, ma anche il punk e le band in generale sembravano destinati a scomparire o quantomeno ad invecchiare.

È stato bello assistere nel tempo a una sorta di rinascita e trasformazione del genere grazie anche alla partecipazione dei giovanissimi con nuove band molto interessanti. Il linguaggio e le modalità continuano a cambiare come è giusto che sia in una scena viva e tra i mostri che la popolano ci sentiamo ancora a nostro agio.

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