Punkadeka festival 2026- MXPX

I COLLETTIVI CHE FANNO COSE fiche IN ITALIA, da uno STANZINO al Pantheon del punk rock, una storia lunga vent’anni

Cos’è la longevità se non un’intenzione? È la voglia di fare che si unisce alla lungimiranza e alla missione di restare in piedi con forza, ogni anno con lo stesso spirito. La lunga storia del collettivo Lo Stanzino, (che amo immaginare come i Goonies del punk della bassa, chiusi dentro una stanza angusta a sognare le loro avventure) è fatta di pura passione, della voglia di creare nuovi schemi, non soltanto di rompere quelli vecchi, e soprattutto di mantenere ciò che si è creato; del resto, esistere da così tanto è già una garanzia di per sé. Come farebbe a durare una realtà così se non fossero i primi a divertirsi e a crederci? I primi a dare un senso a ciò che organizzano e, ancora di più, i primissimi a tenere alta “la musica che ci piace a noi”, senza mai accusare il colpo. Potremmo definire  tranquillamente Ghisalba una piccola roccaforte del punk, senza mura e porte a sbarrarla e sempre pronta ad accogliere davvero tutti.

Ora però ora vogliamo sapere come si arrivi fin qui, ce lo facciamo spiegare da loro, e anche come si continui a farlo… pure!

La nostra storia risale ormai a qualche annetto fa: eravamo ventenni ribelli a cui piacevano i Sex Pistols, i Rancid e i NOFX. A metà degli anni ’90, quando fummo investiti dall’ondata punk californiana, ci sembrò di essere stati travolti da uno tsunami di energia positiva! Nei primi 2000 volevamo creare qualcosa nel nostro piccolo paese, per noi e per le band di amici; da lì è nata l’idea di un festival indipendente che potesse dare spazio alla scena prettamente punk della provincia di Bergamo. È nato così Rockin Ghisalba, un festival che tuttora cerca di dare spazio a band emergenti, affiancandole alle principali band punk della scena nazionale. Negli anni siamo cresciuti molto e, grazie all’aiuto dei volontari che si sbattono per tutto l’anno nell’organizzazione (e durante la festa), siamo riusciti anche a raccogliere fondi da donare in beneficenza ad associazioni impegnate nel sociale.
Qual è la vostra forza, di cosa vi fregiate maggiormente, non siate timidi!
Sicuramente la nostra forza è l’attitudine festaiola e la birra buona, accompagnata da sano punk rock,  in tutte le sue declinazioni, dallo ska all’hardcore!
Essendo noi i principali fruitori di quel genere (Crancy Crock vi dice qualcosa? NdS), cerchiamo di organizzare serate con band della scena punk locale e nazionale, come Derozer, Vallanzaska, Shandon, Raw Power e molti altri.
Sono passati anni e di cose ne avete fatte, ma pensate di ampliare il giro con eventi più grandi, in altri posti o addirittura quasi fuori tema?
Ci farebbe molto piacere continuare questo percorso di crescita, riuscire a coinvolgere band sempre più importanti e magari aggiungere ulteriori giornate per dare la possibilità a più band, anche minori, di esibirsi nel nostro festival!
Inoltre abbiamo in mente una “Rockin Ghisalba Winter edition” che si potrebbe svolgere nel periodo invernale, appunto. Per ora è solo un’idea che stiamo sviluppando, ma contiamo di riuscire a concretizzarla il prima possibile, magari anche con concerti acustici o a tema punk rock natalizio!
La situazione è sempre stata idilliaca o c’è stato qualche motivo per  cui incazzarsi?
Ovvio in 20 anni si attraversano periodi più facili, altri più difficili, ma credo che la volontà di portare avanti un progetto comune vinca sugli aspetti negativi, che possono essere differenti opinioni o modi di pensare su determinati argomenti.
In un gruppo come Lo Stanzino si cresce insieme, ognuno sa che ha il proprio ruolo ed è valorizzato e sostenuto da parte degli altri volontari. C’è chi si occupa della parte burocratica e chi degli aspetti relativi ai live o alla ristorazione.
Ognuno di noi fa parte di un puzzle che gode della collaborazione e della fiducia e stima reciproca da parte di tutti i volontari.
Quanto influisce la vostra zona sulla riuscita dei progetti? Del resto Ghisalba è una cittadina medio piccola e, forse per luogo comune, in posti simili ci si aspetterebbero ostracismo e un forte senso di conservazione
La provincia di Bergamo è difficile, siamo vicini alle principali città (in 40 min siamo a Milano per esempio) ma siamo comunque in provincia.
In una zona dove vengono aiutate manifestazioni più…tradizionali diciamo, ogni anno bisogna lottare con i denti per poter portare avanti il progetto.
Basti pensare che in 20 anni non abbiamo mai ricevuto una sovvenzione o un aiuto da parte dell’amministrazione comunale.

Tranne per i pochi e volenterosi sponsor che hanno capito l’importanza della cultura e della musica in una zona come la nostra, il nostro festival si autofinanzia orgogliosamente dal 2005

Come gestite l’equilibrio tra l’impegno politico/sociale e la necessità di fare aggregazione? È difficile mandare un messaggio senza che il lato ludico ne risenta?
Il punk rock è storicamente veicolo di messaggi positivi e di aggregazione, per questo cerchiamo di non dare una connotazione esplicitamente politica al festival.
Preferiamo mandare messaggi con le nostre azioni, con il nostro modo di essere
Lasciamo che sia il sorriso con cui accogliamo le persone che vengono alla nostra festa a manifestare gli ideali in cui crediamo.
Niente slogan, niente luoghi comuni, solo rispetto e volontà di lavorare insieme per creare qualcosa di positivo in una provincia tosta e impegnativa come molte altre.
Siamo nell’era del digitale assoluto che spesso rende la vita più semplice ma non migliore. Quanto vivete con difficoltà la dimensione del live, dei supporti fisici, della creazione di manifesti e delle eventuali fanzine? Ha ancora senso ostinarsi a pensare al tangibile o è arrivato il caso di mollarlo definitivamente?
Quando siamo partiti giravamo in due sul Booster per appendere le locandine fotocopiate di Rockin Ghisalba in tutte le pensiline degli autobus della provincia.
Oggi lo stesso lavoro viene fatto sui social, ci fa risparmiare tempo e denaro, magari rischia di essere una goccia in mezzo al mare di informazioni che circolano in rete, sicuramente ci fa risparmiare la benzina e ci evita le multe dalla polizia locale per affissione abusiva…come è già successo qualche anno fa!
Quindi ben vengano i nuovi strumenti, da parte nostra approcciati comunque con quella mentalità DIY che ci ha sempre contraddistinto.
E ora è il momento del microfono aperto; che ci dite?
Venite a Rockin Ghisalba, venite a bere, a mangiare, a godervi dei bei concerti
E se vi va venite anche a darci una mano!
Vi divertirete.
Garantito!!
Sentito in nostri ghisalbesi di fiducia? Non resta che guardare i loro social, seguirli e andare a trovarli. Ci si diverte, ne sono un testimone, posso garantire!
Ps. a Ghisalba c’è il Patheon!
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