Prendete due esperti di birre, punk rock e serate di quelle fatte bene. Date loro un’idea da cui partire per gettare le basi e dare forma alla voglia di suonare e far suonare. Aggiungeteci un fine nobile: creare continuità, proposte e collaborazione, includendo quante più band possibili, italiane e non solo, con una serenità, un’organizzazione e una lungimiranza rare per il “nostro giro”. Lasciate che tutto questo prenda un nome, Punk Rock Saturday, e il progetto è pronto a galoppare.
Come sempre, però, non voglio fare troppo il cicerone. Per questo, cari lettori di Punkadeka, oggi abbiamo con noi il cervello di tutta l’operazione: Mr. Cuc, chitarra e voce dei Verse Chorus Inferno e creatore di birre deliziose con il suo birrificio Vetra.
Vai Cuc, parla tu…
Dal 2023 organizziamo concerti punk nel Milanese una volta al mese, alternando band locali, band dal resto d’Italia e qualche ospite internazionale.
Punk Rock Saturdays è nato per caso da una collaborazione tra me e il Dama (al secolo Davide Marelli), che si occupa di eventi (e birra, altra cosa in comune con me). In quel periodo lui collaborava con La Casa di Alex, dove aveva organizzato una serata con Secoli Morti, The Rubber Room, noi (VCI) e i suoi The Polling. La serata è andata molto bene e siamo rimasti in contatto.
Pochi mesi dopo stavo organizzando un mini tour della mia band con i The Gamits (USA) e i Forty Winks, e ho proposto al Dama di farlo a La Casa di Alex. È stata una serata bomba. Da lì abbiamo capito che poteva diventare un evento ricorrente e abbiamo iniziato a farne uno al mese, dandogli l’originalissimo nome di “Punk Rock Saturdays”.
In seguito, La Casa di Alex ha avuto qualche problema con il vicinato per i live “rumorosi” e dal 2025 ci siamo spostati al Blob di Arcore, che ringrazio per l’ospitalità. Ormai sono due anni abbondanti e abbiamo fatto un sacco di belle serate, anche grazie alla collaborazione di altri amici che ci hanno supportato (per citarne alcuni: la Sick Family, Persimmon Collective e I Buy Records).
Pensate di ampliare il giro con eventi più grandi, in altri locali o in contesti del tutto differenti?
Più che puntare a eventi più grandi, stiamo cercando di organizzarne di più ed estendere la nostra portata territoriale. Spoiler alert: quest’anno lanceremo un’altra serata ricorrente al Joshua di Como e da poco abbiamo iniziato a fare dei set acustici al Vetra Navigli, a Milano, dove abbiamo già avuto l’occasione di ospitare Dennis dei Ten Foot Pole e Jen Pop.
Altro spoiler: annunceremo presto altri due acustici con ospiti internazionali. La volontà è sempre quella di affiancare band locali (dalle più piccole alle più affermate) a gruppi provenienti da tutta Italia e, quando c’è l’opportunità, anche dall’estero, soprattutto per creare un circolo virtuoso di collaborazione.
Ultimo spoiler: con l’aggiunta delle nuove serate, io e Willy (batterista dei VCI) abbiamo iniziato a lavorare su un progetto più ampio che speriamo possa sfociare presto in qualcosa di più “ufficiale”, come una booking/promo agency. Ma ne riparleremo quando saremo pronti, spero a breve.
Quali sono le cose belle di tirare su un collettivo come il vostro e quelle assolutamente brutte?
La cosa più bella è sicuramente la rete di contatti che si crea con le band che partecipano alle serate. Ormai abbiamo amici in tutta Italia e non solo; girando con la mia band, questa è una cosa molto bella (e spesso utile). Un altro aspetto positivo sono le serate che funzionano: quando riempi il locale sono tutti contenti: band, venue e organizzatori. Le cose brutte, invece, come sempre sono i soldi e il tempo che non bastano mai, ma grazie alla collaborazione di tutti riusciamo a tenere viva questa realtà.
Siete in un’area che collabora o vi sentite isolati a combattere contro il deserto?
Senza dubbio quella di Milano è un’area caratterizzata da una buona propensione alla collaborazione, anche se non è sempre immediato riuscire a essere perfettamente allineati. In particolare, uno dei punti su cui voglio lavorare di più è l’evitare la sovrapposizione di eventi in date ravvicinate o, peggio, contemporanee. Considerando che siamo parte di una “scena” abbastanza di nicchia e avere un’offerta troppo ampia nella stessa data fa male a tutti
Come gestite la volontà di fare aggregazione? È difficile mandare un messaggio senza che il lato prettamente “divertente” ne risenta?
Devo dire che tutte le band con cui abbiamo collaborato hanno sempre portato il proprio messaggio in modo molto spontaneo. Noi promuoviamo la musica, ma il nostro genere è quasi sempre, automaticamente, portatore di un messaggio positivo. Se poi consideri che le location in cui organizziamo sono in larga parte, a loro volta, centri di aggregazione (il Blob in particolare), diventa tutto più facile.
Oggi, nell’era del digitale assoluto, quanto vivete con difficoltà la dimensione del live, dei supporti fisici, della creazione di manifesti e delle eventuali fanzine? Ha ancora senso ostinarsi a pensare al tangibile o è arrivato il caso di mollarlo definitivamente?
Onestamente noi usiamo praticamente solo strumenti digitali, anche un po’ come deformazione professionale (visto che la comunicazione online è il mio lavoro). Ovviamente su scala più grande serve tutto, ma il digitale permette una riduzione di tempi e costi che per una realtà come la nostra è fondamentale.
Ora sfogatevi: dite tutto quello che vi va, se si potrà scrivere sarà pubblicato
Direi che per il momento vi ho già tediato abbastanza. Ci aggiorniamo con le prossime news!
Quindi cari i miei fantastici leggenti, non resta che buttarsi nel mondo non sempre amato dei social per trovare su instagram e facebook gli eventi e tutte le informazioni relative per il vostro Punk Rock Saturday






