Intervista gli MXPX : “Abbiamo sempre vissuto nel caos”

Dopo oltre trent’anni di carriera, migliaia di concerti e una storia profondamente legata allo spirito DIY, gli MxPx sono ancora qui: energia, divertimento e nuove canzoni. In attesa di Living in the Chaos, Mike Herrera ci racconta il presente della band, il rapporto con il punk, il controllo sulla propria musica e cosa aspettarsi dal loro ritorno in Italia al Punkadeka Festival.

Se dovessi descrivere gli MxPx nel 2026 usando soltanto tre parole, quali sarebbero?

Divertimento. Energia. Insieme.

Avete sempre mantenuto un forte spirito DIY, anche quando avreste potuto scegliere strade più semplici o più commerciali. Quanto è stato importante per voi mantenere il controllo sulla vostra musica e sulle decisioni prese durante la vostra carriera?

Ci sono voluti parecchi anni per capire quanto fosse importante essere proprietari di ciò che facciamo. Di solito significa un lavoro molto più impegnativo e concreto, ma ti permette di avere il controllo su tutto.

Detto questo, essere proprietari di tutto non è necessariamente l’unica cosa importante. Se arrivasse il partner giusto con una buona proposta, sicuramente metteremmo da parte il DIY. Il motivo per cui non l’abbiamo ancora fatto è che abbiamo un requisito che, praticamente, è un punto non negoziabile: vorremmo un “accordo equo” come artisti. Ahah.

Cosa pensi della nuova generazione di band pop-punk? Qual è la tua opinione sulla scena pop-punk degli ultimi dieci anni?

Penso che la cosa bella del punk rock, e della musica in generale, sia che in ogni epoca e in ogni decennio emergono grandi artisti. E ci sono sempre anche quelli mediocri… ma di solito riescono comunque a trovare una loro nicchia.

Io tendo a concentrarmi sugli aspetti positivi. Sono un drogato di positività.

Punkadeka esiste dal 1999 e molti dei nostri lettori sono cresciuti ascoltando album come Life in General e Slowly Going the Way of the Buffalo. Se dovessi scegliere una canzone che rappresenta gli MxPx del passato e una che rappresenta gli MxPx di oggi, quali sceglieresti e perché?

Per il passato direi “Middle Name”, perché è la prima canzone che ascolti su Life in General, il nostro terzo album, e quello è stato il disco con cui siamo davvero diventati una band.

Per rappresentare il presente sceglierei invece “Let’s Ride”, perché racconta una storia che molti di noi hanno vissuto, in qualche forma, nella propria vita.

Gli MxPx sono universali e “Let’s Ride” è universale. Quando la ascolti e la canti insieme agli altri, è impossibile non sentirne il legame.

Il vostro nuovo album sta per essere pubblicato. Il titolo, Living in the Chaos, sembra descrivere perfettamente il mondo in cui viviamo oggi. Di quale “caos” parla il disco: quello del mondo che ci circonda o qualcosa di più personale?

Non abbiamo ancora una data di uscita per Living in the Chaos, ma ci stiamo avvicinando sempre di più.

Per quanto riguarda i testi, gli MxPx hanno sempre scritto di questioni personali, ma allo stesso tempo ci siamo sempre confrontati con il mondo più grande in cui viviamo. Il mondo reale.

Quindi il nuovo album e i suoi testi parleranno delle difficoltà quotidiane delle nostre vite, compresa la follia politica e sociale che cresce anno dopo anno.

Ma, come sempre, possiamo controllare solo ciò che è sotto il nostro controllo, e non è molto. Rimaniamo positivi e cerchiamo dei modi per essere persone migliori.

Se dovessi scegliere una sola canzone degli MxPx per far conoscere la band a qualcuno che non vi ha mai ascoltato, quale sceglieresti e perché?

“Let’s Ride”.

È una canzone senza tempo, che allo stesso tempo suona vecchia e nuovissima. È il suono degli MxPx.

Dopo migliaia di concerti in tutto il mondo, c’è ancora una città, un festival o una particolare serata che ricordi come completamente indimenticabile o diversa da qualsiasi altra esperienza?

Ci sono stati così tanti momenti.

Da quando, da ragazzini, abbiamo aperto per i Sex Pistols, fino ai concerti sold out nei grandi locali di tutto il mondo. Anche vedere Milano per la prima volta è stato uno di quei momenti.

Ma speravo che avremmo vissuto qualcosa di speciale quest’anno a Milano, al Punkadeka Festival!

Qual è stato il concerto più “punk” che abbiate mai suonato? Non necessariamente il migliore, ma quello in cui sembrava andare tutto storto… ed è proprio questo che lo ha reso indimenticabile.

Ce ne sono stati tantissimi.

Come il nostro primo concerto in assoluto, nel giardino dei miei genitori. Persi la voce e suonammo comunque due set.

Oppure la nostra prima volta a Mosca, in Russia. Il nostro bass tech, James “The Lepracano”, venne colpito in pieno da una gigantesca lampadina che si era staccata dopo aver iniziato a oscillare. Perse conoscenza. Alla fine stava bene, ma dovemmo fermare il concerto per un minuto per assicurarci che fosse tutto a posto.

Oppure ancora Tijuana, in Messico, durante il Turd Town Tour con Vandals, MxPx, Guttermouth e The Ataris. Il posto era pura follia dal momento in cui ogni band saliva sul palco.

Abbiamo sempre vissuto nel caos.

A settembre suonerete al Punkadeka Festival in Italia. Cosa possono aspettarsi i fan dal vostro set? Ci sarà spazio anche per qualche nuovo brano insieme ai classici?

Stiamo programmando di suonare i classici, mescolandoli con alcune canzoni della nostra era più recente.

Sarà divertimento ed energia senza sosta.

Preparatevi a ballare e cantare!

Per chi non ha mai visto gli MxPx dal vivo, perché questo è il momento perfetto per farlo?

Mettiamo in piedi uno show davvero divertente e pieno di energia.

E non è necessario conoscere ogni canzone per divertirsi… ma scommetto che conoscerete molte più canzoni di quanto immaginiate.

In questo nuovo mondo, non perdetevi l’occasione di vedere una band come gli MxPx da qualche parte in Europa.

E gli MxPx suoneranno un set completo a Milano, al Punkadeka Festival.

Ci vediamo lì!

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