Killi Billi punk follemente acustico su cassetta rigorosamente DIY

Volevo buttare giù una news di quelle asciutte, due parole e poi tutto rimandato alla recensione della nuova fatica dei Killi Billi, band che dell’acoustic punk ne ha fatto il proprio stile in tempi non sospetti .

Ho chiesto quindi a Tomo Billi due righe per scriverne altre due e mi è arrivato sto compendio di follia. Non si poteva non pubblicarlo. Perché? Ascoltate il loro nuovo nastro “Giustificati motivi di studio” e soprattutto, appena possibile, andate ad un loro show e capirete.

I Killi Billi sono uno stato della mente. Da sempre sono la più longeva boy band della Brianza e, fin da subito, hanno deciso che era ora di farla finita che gli rubassero le canzoni e allora le hanno rubate loro. Non so se si capisce.

I Killi Billi sono troppo importanti per prendersi sul serio e di regola non usano strumenti che si attaccano alla corrente, perché son capaci tutti di fare i punkettoni con i muri di Marshall.
Provate voi a farlo con un glockenspiel, una diamonica o le unghie di capra.
Provate.
Un po’ di storia: nel 2012 a un po’ di giovinotti viene una bella pensata. Invece di continuare solo a lucidare con i gomiti l’asse del bancone di una famosissima birreria di Monza (che tanto per non far nomi si chiama Officine Libra) decidono che sia il tempo di mettere insieme I Killi Billi. All’inizio ci sono (in ordine di lunghezza di capelli) Kaldo “L5S1” Billi, Mauro/tomo “arroganza e fastidio” Billi e Tiziano “statura morale” Billi.
Quasi subito si unisce Fabio “Crummy” Billi (prima il nostro fratellino suonava in quel complessino bello che si chiama Crummy Stuff).
I Billi sono infatti fratelli, da qui il cognome comune. Esattamente come gli Oblivians o come i Ramones.

In tutto sto casino ci inserisco la cassettina nuova


E’ bello tenere in famiglia le cazzate, oltre ai panni sporchi.
La ricetta è semplice: pochi ed economici strumenti acustici per disarcionare i classici del punk.
Semplice e diretto, serve altro?
Fra gli indiscussi meriti dei Killi Billi (oltre ad avere suggerito a Tarantino il titolo di uno dei suoi film) quello di aver lanciato il punkaging ossia il marketing strategico applicato al punk, e grazie alle aggressive tecniche che hanno escogitato per ottenere date, nel giro di poco tempo suonano dappertutto in Brianza e fuori diventando superfamosissimi e idoli delle folle fino a Bernareggio, tanto che arrivano un anno intorno al 31 di dicembre a suonare a capodanno niente popo’ di meno che al Bloom di Mezzago. Nirvana chi? Nirvana cosa?
Al viaggio si aggiungono la fratella KlaraBilla (che ha fatto i cori per un po’) poi Jack Billi (One dropper) e poi il fratellone Alberto “cool hot disagio” Billi che porta nei Billi le fantasmagoriche armonie fisarmonicistiche che l’orchestra di Castellina Pasi je spiccia casa.
Nel 2016 esce il loro primo 7 pollici a 45 giri con tanto di buco grosso al centro.
Non cercatelo perché ne hanno venduti tantissimi ed è inesorabilmente esaurito.
Nel percorso KlaraBilla, il Fabio e il Jack vanno per altre strade e i Killi Billi si stabilizzano nella formazione attuale che vede Kaldo al cajon, Cool Hot alla fisarmonica e glockenspiel, Tomo alla chitarra e voce e Tiziano Billi al contrabbasso.
In questi anni I Killi Billi hanno messo insieme un surreale spettacolino che mostra perfettamente come per fare la roba di Joe Strummer e soci con sonorità che the man in black lévate basta togliere una L. Se l’avete capita siete gran svegli.
I Killi Billi dal vivo mettono di buon umore, fanno abbastanza ridere, sono coadiuvanti per battere il logorio della vita moderna. Si divertono a suonare e questo interessa loro molto. Come regola preferiscono non salire su palchi dove non ci sia l’open bar per la band.
I Killi Billi possono vantare innumerevoli tentativi di imitazione, hanno venduto le loro T-shirt praticamente a tutti e, dal 2012 ad oggi, hanno fatto davvero centinaia di show in un sacco di posti belli.
Adesso sono un po’ fermi (ma va là?) e quindi si sono impegnati a registrare.
il 26 di dicembre 2020 è uscita la loro nuova cassetta stereo sette che si intitola “giustificati motivi di studio”. Nella cassetta (sorprendente ci siano stati considerando le esigue dimensioni) si trovano ospiti di riguardo, tanto per non fare nomi e in ordine di registrazione ci sono: Luca, Fabio e Edo dei Crummy Stuff, the Fabulous Fabrizio dei Crooks, Samu del Long Dong Silver, Asna dei Jesoo, Il Franzo aka Francesco Carbone con il chitarrino Dobro più veloce della Martesana, Adele Tomelleri Billi, Quique Chaparro, Alex, Yago e il Pera del Señor que te molesta, Aivo dello Stato Braso, DiLo, Il Kama, Jack Billi Mazzantini (One droppers), Il Gallo e la Zebra dei Boogie Spiders, Irene dei Viboras e Gabz del Rumore segreto.

La cassettina l’hanno fatta in purissimo stile DIY (vedi foto) ed è stata registrata all’easy sound studio da Luca Lissoni, invece sovraincisioni, editing, mix e tutte quelle cose le hanno fatte al Billificio (che poi è il posticino dove si trovano a suonare ma, soprattutto, a mangiare insieme con un po’ di birrette quando si può). Il nastro dentro alle cassette è tagliato con le loro manine sante. A dirla tutta il lavoro davvero GIGANTE l’ha fatto tutto quel colosso di uomo del Tiziano “miracolo tricologico” Billi che s’è fatto un culo che per sedersi adesso occupa tutta la panchina del parco.
Meno male che c’è, così voi avete la cassetta dei Killi Billi.
Progetti per il futuro?”

Se siete arrivati fin qui secondo me siete strapresi dalla famiglia Billi, Beccatevi i loro social:

facebook.com/Orecchiabilli
Instagram @killibilli_acoustic_punk

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