Il 3 aprile i Libidine tornano con il nuovo singolo “Verde Blu”, ma per capire davvero cosa ci aspetta è doveroso fare un passo indietro e riascoltare il loro primo album del 2024, “Romantico, Lunatico, Animale”.
Per l’occasione sono andato a ripescare la recensione rimasta chiusa in archivio per due anni, mai pubblicata: un piccolo tuffo nel punk ruvido e sincero dei quattro romagnoli, tra nostalgia, ironia e trash e melodie orecchiabili.
Uscito all’inizio dell’estate del 2024, “Romantico, Lunatico, Animale” è il debutto dei Libidine: un progetto nato quasi per gioco, dall’incontro di Jek (voce della band ed già conosciuto come bassista degli Spaventapassere) con i chitarristi Nicolò Poli e Luca Mascia, per dare nuova forma ai brani del suo percorso solista. Un embrione che in breve si trasforma in una realtà ben definita con l’arrivo di Andrea Pondini alla batteria, che porta alla nascita nel giro di pochi mesi di un disco punk rock diretto e senza troppi fronzoli.
A partire dal packaging, completamente D.I.Y., che sembra uscito da uno scaffale polveroso degli anni ’90: custodia in plastica, copertina semi-sgranata di luoghi sospesi nel tempo, logo e titolo in bella vista, e un libricino che raccoglie testi, ringraziamenti e foto di vite vissute. Il cd poi, rigorosamente marchiato con il logo della band, completa il quadro insieme alla tracklist e alla foto della band sul retro.
Che sia una scelta voluta o meno, l’effetto retrò funziona: non scade mai nella nostalgia fine a sé stessa, perché dentro ci sono canzoni genuine, ruvide e veloci, con il giusto equilibrio melodico e un cantato in italiano che può ricordare Derozer e Impossibili. I testi miscelano serietà e divertimento, muovendosi tra le sottili linee trash e quelle più marcate di nostalgia e malinconia.
Le 10 tracce dell’album includono innanzitutto i singoli rivisitati: la spassosa “La Merenda dei Campioni”, l’irriverente “Sei Fracida” e la dissacrante “Teresa Casa e Chiesa”. Tre brani che ormai non hanno bisogno di presentazioni, se non quella fondamentale: essere ascoltati ad alto volume.
L’album, come accennato, presenta sfumature malinconiche già nell’apertura affidata a “Sheena”, che colpisce per il giro di basso e per un immaginario fatto di metafore sospese e atmosfere leggermente disilluse. Stessi colori che ritroviamo in “Via Fratelli Rosselli”, che ci riporta a quella dimensione più semplice e spontanea di quanto eravamo bambini. E non per ultimo il pezzo “Passo il Tempo” che segna la chiusura del percorso emotivo dell’album, con una riflessione ancor più intima e malinconica.
A fare da controparte all’anima malinconica dell’album c’è anche uno spirito più divertente e scanzonato. Il singolo “Anima Distorta”, uscito qualche settimana prima dell’album, cattura subito con ritmi potenti e ballabili: un vero invito a vivere la vita, buttandosi nella mischia senza troppe domande e prendendo parte al party più bello che ci sia. “Trash” strizza l’occhio alla verve anni ’80 di Jerry Calà, con ritmo e situazioni che ricordano i film in tv, tra leggerezza e ironia, un piccolo omaggio nostalgico che fa sorridere senza cadere nella parodia. Mentre “Matematica” mescola precisione e gioco: lo studio dei numeri cede il passo alle distrazioni emotive, trasformando calcoli e pensieri che si rincorrono in un momento leggero e divertente.
A completare il quadro, la cover della storica “Marina” di Rocco Granata, già proposta nei primi live della band, aggiunge un ulteriore tassello a un lavoro capace di muoversi tra citazioni, omaggi e una propria identità ben definita.
“Romantico, Lunatico, Animale” mette in mostra la poliedricità dei Libidine, capaci di mescolare energia, emozione e divertimento, con un impatto che si sente soprattutto dal vivo. Da un lato giocano con il cliché dei punk (degli animali), dall’altro mostrano un lato romantico e malinconico: testi che raccontano storie di vita tra arrangiamenti immediati e assoli di chitarra precisi che rendono l’ascolto sempre coinvolgente. Il titolo non mente: questa band sa passare con naturalezza da momenti di spensieratezza a spunti più profondi, confermando la creatività di un punk autentico, sincero e pieno di sfumature.
Tracklist
- Sheena
- Teresa Casa e Chiesa
- Trash
- Anima Distorta
- Marina (cover di Rocco Granata)
- Matematica
- La merenda dei Campioni
- Via Fratelli Rosselli
- 6 fradicia
- Passa il tempo
Questa recensione è dedicata alla memoria di Jack Arlo
Il 5° Libidine nonché guida spirituale e turnista alla chitarra.




