Live Club di Trezzo, 30 anni di concerti: la festa inizia con Punkreas, MCR e Shandon

Il Live Club di Trezzo compie 30 anni, e si regala (e ci regala) 3 giorni di festeggiamenti con alcune delle band che sono più legate alla storia del locale. Venerdì 18 Settembre, il primo giorno di festa, si toccano corde molto personali perché non solo ero uno di quelli che andava al locale al primo piano del capannone Beretta e che aveva sempre la tessera del club in tasca, ma anche perché ho ricordi legati a molti dei gruppi che si esibiranno stasera. Ricordo Ruggero de i Timidi headliner all’Adunata di Feudalesimo e Libertà l’anno precedente all’arrivo della peste pandemica, ricordo che andavo ogni mese a vedere i Mister X come cover band “resident” del vecchio Live (mi si vede anche sulla loro VHS!), ricordo il reunion-show degli Shandon nel 2012, i Modena City Ramblers nel 2014 per i vent’anni di Riportando tutto a casa, i Punkreas che nel vecchio Live facevano un po’ troppo letteralmente ondeggiare il pavimento del primo piano con un pogo selvaggio.
2026, siamo ancora qui e non è una cosa scontata: festeggiamo, quindi. Ringraziando anche Autostrada per l’Italia, che quando 20 anni fa il Live Club si trasferì nella nuova sede iniziò i lavori per spostare il casello di Trezzo rendendo quasi impossibile l’arrivo al locale, e questa sera decide di chiudere per lavori il casello rendendo un inferno l’arrivo e il ritorno a casa di tutte le persone presenti. Grazie, veramente un bel pensiero!

La serata si è svolta veloce e compatta, con cambi palco velocissimi e set più brevi (ma intensi) rispetto ad un concerto normale: 5 gruppi in meno di 4 ore, tanti ospiti speciali sul palco e molto divertimento per i presenti.
Ruggero de i Timidi apre le danze armato solo della sua chitarra (poi aiutato dalla immancabile Fabiana Incoronata Bisceglia), e trova un pubblico inaspettato: se forse era immaginabile che in tanti avessero sentito Timidamente Io, è già più sorprendente che “il pubblico dei Punkreas” conosca e canti il ritornello di A-Shallow, e gli applausi e le risate sono veramente molte.
Dopo di lui, la band così misteriosa ma così radicata nella storia del Live, da aver bisogno di essere presentata direttamente dal patron Fulvio De Rosa: i Mister X hanno calcato per anni i palchi del club, maturando poi in un service audio/video e infine diventando soci di Fulvio. Tranne pochi anziani fra il pubblico, però, nessuno sa cosa propone questo gruppo, e ci si trova scaraventati all’improvviso in un mondo di cover, mash-up, reinterpretazioni che spaziano da Beastie Boys, Red Hot Chili Peppers, Queen, Prodigy, Metallica e The Cranberries: complimenti anche in questo caso all’eclettismo del pubblico, che se le canta tutte.
Tocca poi agli Shandon (introdotti da Ruggero come “una band che la prima volta che ha suonato al Live Club c’era ancora la Lira”) che propongono un set con più rabbia e meno spazio per ballare: spicca Mrs. President fra le nuove canzoni, e arrivano i Punkreas come ospiti per Chissenefrega, il mio pezzo preferito del disco Il Segreto. C’è spazio anche per un featuring di Pedro dei Finley, mentre a sorpresa (o forse no!) non c’è tempo per Questosichiamaska… ma è il 2026, ci sta che anche il pubblico sia andato un po’ oltre Skamobile.
I Modena City Ramblers portano il livello di rabbia sociale una tacca più in alto, ma lo fanno come sempre a ritmo di violino e combat-folk: si balla, ma sullo schermo viene proiettata la bandiera palestinese e viene spesso ricordato quanto questo mondo sia complicato. Se già in tanti cantano, l’apice si tocca con Bella Ciao nel finale, che vede la partecipazione di Punkreas e Shandon ai cori.
Punkreas, infine: si attacca come ai vecchi tempi con Voglio Armarmi, il set può essere più breve del solito ma il gruppo di Parabiago suona velocissimo. “Bastardi” viene ironicamente dedicata al Live Club, “L’Orologio” vede arrivare sul palco Pedro e Ka dei Finley (che la coverizzarono su Paranoia E Potere Revisited), “Modena-Milano” accoglie i Modena City Ramblers come su disco, e insomma l’intero show è una mega-festa, che si chiude con Gagno che fa stagediving nonostante le transenne siano ben lontane dal palco.

Lo spirito di tutti è quello giusto, e un festeggiamento come questo mantiene l’età anagrafica ben più giovane rispetto a quella riportata sulle carte d’identità o sui registri d’impresa.

Le foto del concerto

(mi scuso se le prime sono di bassa qualità, ho avuto un problema alla macchina fotografica – fortunatamente sono riuscito a risolvere dagli Shandon in poi)

Ruggero de i Timidi

 

Mister X

Shandon

Modena City Ramblers

Punkreas

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