Con The Midnight Souls i Madbeat affrontano una delle sfide più ambiziose della loro carriera: rileggere il proprio repertorio punk-rock attraverso fiati, organo e cori, senza snaturarne l’urgenza e l’identità. Due date uniche, una big band sul palco e la volontà di spingersi oltre la comfort zone, restando però fedeli a quella tensione emotiva che li ha sempre definiti. Ne abbiamo parlato con la band, per capire cosa significa osare senza perdere l’anima e come questa impresa possa diventare un momento condiviso con tutta la loro community.
La band porterà questo show su due palchi d’eccezione:
23 gennaio – Circolo Magnolia (Milano) – https://link.dice.fm/pb8ab16dc9c7
7 febbraio – CAP10100 (Torino) – https://dice.fm/event/6914aa800b30ea0001799aa9
ASCOLTA IL SINGOLO “CHIUDERE GLI OCCHI” (2025):
“Con The Midnight Souls avete trasformato i vostri brani, arricchendoli con fiati, organo e cori. Come avete scelto quali canzoni reinterpretare e quali strumenti aggiungere, senza perdere la ‘spina dorsale’ punk delle tracce?”
È stata una scelta di pancia e basata all’inizio sui pezzi a noi più cari, poi a quelli con cui immaginavamo bene gli arrangiamenti. Poi chiaramente in fase di scrittura abbiamo sempre cercato di dare un valore aggiunto senza perdere la botta. È molto romantico sentire dei pezzi che suoni da anni in un altra veste e percepirli a tratti molto più potenti.
“In questo progetto avete lavorato fianco a fianco con musicisti esterni e coriste: quanto ha cambiato il vostro modo di comunicare e suonare insieme, rispetto alla dinamica tradizionale della band?”
Eh diciamo che questi mesi di lavoro sono stati caratterizzati da prove, scelte artistiche e incastri. Non è semplice convogliare l’espressione artistica di 11 persone in una direzione sola, non perché siano sbagliate, anzi, proprio perché tutte molto creative. Però lavorare a fianco di musicisti professionisti ti permette di avere una sicurezza che richiede pochi tempi di attesa e molta soddisfazione nel risultato.
“Il progetto sembra un ponte tra la vostra storia e qualcosa di più grande, quasi teatrale. Quale emozione volete che il pubblico porti a casa dopo aver vissuto lo show?”
La consapevolezza di poter apprezzare molte più sfumature di quanto possano pensare. Questo è un concerto di quelli che quando canti ti viene caldo alle guance, il brivido sulla schiena e il vuoto nella pancia, perché se sei un fan dei Madbeat e stai cantando una canzone, sentirai all’improvviso qualcosa che non hai mai sentito, e allora si capisce che tutto più essere sempre qualcosa di più.
“Avete definito The Midnight Souls come un’esperienza forse irripetibile. C’è un motivo per cui avete deciso di renderlo così unico e limitato a poche date, invece di trasformarlo in un tour lungo?”
L’idea iniziale prevedeva più date, ma la sostenibilità di un progetto simile gioca un ruolo molto importante e fare poche date fatte bene era meglio che rovinare un progetto entusiasmante.
“Il vostro percorso musicale non è mai stato lineare: quanto pensate che questo progetto possa aprire nuove strade per la vostra musica futura, e quanto invece è un esperimento autonomo da vivere qui e ora?”
Per intendiamo noi la musica può essere entrambi. Per fortuna non abbiamo mai pensato a dei canoni fissi di scrittura e questo ci ha sempre premiato e incoraggiato, nonché soddisfatto a pieno sempre. Il percorso dei Madbeat è sempre stato pieno di cose che arrivano e vanno e solo a volte ritornano, quindi non si esclude nulla.
“Quando avete cominciato a immaginare The Midnight Souls, vi siete trovati davanti a sfide pratiche e creative. Qual è stata la difficoltà più grande nel trasformare un’idea così ambiziosa in uno spettacolo concreto?”
La fase artistica è stata la più onerosa di tempo, ma la sostenibilità è stata sicuramente la porta da aprire per prima. È uno show che è stato pensato, costruito e realizzato in quasi un anno, per investire così tanto tempo bisogna sicuramente accertarsi di poter sostenere tutto fino alla fine.
“Per chi vi segue e vuole davvero far parte di questa impresa, quali azioni concrete possono aiutare a sostenere lo show e contribuire alla realizzazione di questo sogno condiviso?”
Esserci è la prima cosa, prendere le prevendite è la seconda. Quando una band mette in piedi un piccolo sogno nel cassetto, gli unici che possono realmente fare la differenza nel concreto sono i fan, e i concerti sono il modo più concreto che hanno per supportare le band. Il Midnight Souls è davvero un progetto fantastico per noi e sono sicuro che lo sarà anche per chi verrà a supportarci.
Intervista a cura di Gab De La Vega


