Il Punkadeka Fest si avvicina e, per l’occasione, abbiamo scambiato due parole con Paolo (Retarded), fondatore della Straight To Hell, uno dei principali sponsor dell’edizione 2025 del nostro festival.
Ciao Paolo. Per prima cosa presenta la Straight To Hell per chi ancora non vi conoscesse.
Straight To Hell nasce a Roma nel 2003 come piccolo laboratorio di serigrafia legato a un negozio di abbigliamento. All’inizio era tutto molto artigianale, quasi improvvisato: qualche telaio, tanta voglia di fare e il desiderio di connettere musica e grafica in modo diretto. Negli anni ci siamo evoluti, crescendo passo dopo passo fino a diventare un punto di riferimento per la produzione di merchandising legato al mondo musicale e a quello dei brand indipendenti.
Oggi siamo una realtà strutturata, con un’unità produttiva completa in grado di lavorare con tutte le principali tecniche di stampa: serigrafia, DTF, DTG, ricamo e sublimazione. Operiamo in tutta Europa, ma cerchiamo di mantenere lo stesso spirito degli inizi: cura, attenzione ai dettagli e un rapporto vero con chi si affida a noi. Sappiamo che ogni progetto ha un peso specifico, e il nostro obiettivo è sempre lo stesso: fare le cose bene.
Essendo Punkadeka una webzine strettamente musicale, raramente si è occupata di serigrafia e di stampa del merchandising dimenticandosi che questi sono mondi indissolubilmente legati alle attività delle band e a tutto ciò che quotidianamente leggiamo e scriviamo: cosa ti ha spinto ad aprire questa attività?
Mi sono trasferito a Roma nel 2003. All’epoca non avevo un lavoro fisso: portavo in tour alcune band per la Wynona Records e suonavo con i Retarded. Era un periodo un po’ caotico ma pieno di energia. In quel contesto ho conosciuto una persona che mi ha fatto avvicinare al mondo della serigrafia. È stato un incontro casuale, ma ha acceso qualcosa. Da lì ho iniziato a imparare, a sperimentare, e piano piano ho cominciato a stampare per le band con cui lavoravo o suonavo. Ho messo insieme le cose che conoscevo — musica, tour, contatti — e ho iniziato ad allargare l’attività
usando i miei canali. Così è partita l’avventura che poi è diventata Straight To Hell.
Il vostro raggio di azione è partito dal punk rock, per poi allontanarsene, per poi, infine, tornare all’ovile: quale è il vostro rapporto col mondo del punk rock?
In realtà non ci siamo mai allontanati dalla musica indipendente. Semplicemente, nel tempo abbiamo iniziato a lavorare anche con artisti più grandi, arrivando a collaborare con alcune delle principali realtà italiane legate al merchandising e agli eventi. Ma le nostre radici sono sempre rimaste le stesse. Non ho mai smesso di stampare per i gruppi dei miei amici, in Italia e in tutta Europa, e continuiamo a supportare la scena da cui veniamo con convinzione.
Sponsorizziamo eventi come il Punk Rock Raduno fin dalla primissima edizione, e ora anche il vostro festival. Quello che è cambiato, forse, è che negli ultimi anni sono nate tante piccole realtà che condividono lo stesso spirito con cui è nata Straight To Hell. Se una volta eravamo in pochissimi a offrire questo tipo di servizio con un certo tipo di attitudine, oggi c’è una vera e propria rete di aziende simili — e questa cosa, sinceramente, la vedo come un segnale positivo. Vuol dire che quel modo di fare le cose ha lasciato il segno.
La vostra è una realtà quasi 25ennale (siete attivi dal 2003): quali sono i cambiamenti che inevitabilmente hanno colpito la vostra attenzione in questi anni?
È cambiato tutto: l’economia, la scena musicale indipendente, le tecniche di stampa, le generazioni di stampatori, perfino il modo in cui si comunica un’azienda come la nostra. Il periodo del Covid è stato uno spartiacque netto. Fino ad allora Straight To Hell era cresciuta in modo costante, quasi naturale. Poi, nel 2020 e 2021, ci siamo dovuti fermare, come tutti.
Da lì è iniziato un lungo processo di ristrutturazione, che in realtà non si è ancora concluso. Abbiamo introdotto nuove tecnologie, come le stampanti digitali e il DTF, riorganizzato il reparto vendite, aggiornato il sito, rivisto le dinamiche interne. È stato ed è tuttora un percorso complesso. Dal mio punto di vista, oggi è tutto più complicato: il mercato è più competitivo, più frammentato, più veloce. Ma cerchiamo di adattarci restando fedeli a ciò che siamo sempre stati.
Andando un pochino nello specifico del mondo della serigrafia: quale è la vostra posizione riguardo all’annosa tematica della sostenibilità dell’industria del merch?
Fin dai primissimi anni abbiamo cercato di proporre prodotti sostenibili, anche quando il mercato non ne voleva sapere. Il cotone organico, all’epoca, era considerato una stravaganza costosa. Ricordo un viaggio a Londra nel 2006: fu lì che iniziammo a distribuire Earth Positive di Continental Clothing, una delle prime collezioni al mondo a puntare tutto sulla sostenibilità ambientale e sociale. Era prodotta interamente con cotone organico certificato GOTS (Global Organic Textile Standard), coltivato senza pesticidi o fertilizzanti chimici, con un impatto ambientale drasticamente ridotto rispetto al cotone convenzionale.
Poi nel 2012 siamo stati tra i primissimi official dealer europei di Stanley/Stella, e i primi in assoluto in Italia. Anche in quel caso abbiamo creduto fin da subito in un modello produttivo trasparente e responsabile. Stanley/Stella utilizza cotone biologico proveniente da India e Bangladesh, raccolto secondo standard etici (Fair Wear Foundation) e lavorato in stabilimenti certificati.
Tutto questo per dire che la nostra attenzione verso questi temi non è una risposta alle mode degli ultimi anni, ma qualcosa che fa parte del nostro DNA. Io sono convinto che anche nel merchandising, stampare una maglietta fatta bene, che duri nel tempo, che vesta bene e che ti dia piacere indossarla, abbia molto più senso che stampare qualcosa di economico che si rovina dopo pochi lavaggi. Lo ripeto spesso anche ai nostri clienti, ma so bene che alla fine, troppo spesso, la
discriminante resta il prezzo. Il nostro compito è informare, ispirare, proporre alternative, raccontare il valore dei materiali e del lavoro che c’è dietro, e continuare a impegnarci per offrire un prodotto che abbia un senso, anche a livello ambientale e sociale.
Quali sono le etichette o le band con le quali, negli anni, avete lavorato che vi sono più rimaste nel cuore?
Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con tanti clienti con cui abbiamo condiviso davvero tanto. Te ne dico qualcuno che non centra nulla col punk per esempio Honiro Label, che è partita come una piccola etichetta rap indipendente e poi è cresciuta lavorando con molti tra i più grandi artisti italiani. C’è Elvis Lives, un piccolo negozio di San Lorenzo diventato un punto di riferimento in Italia per il merch divertente e di qualità, che ha fatto scuola nel suo modo di fare le cose. Poi c’è Birra del Borgo, pionieri della birra artigianale italiana, cresciuti fino a essere acquistati da una
multinazionale. Sono clienti con cui abbiamo costruito un rapporto solido, e che
rappresentano bene la varietà di realtà con cui lavoriamo.
A questi si aggiungono i miei amici di sempre: dai Manges, ai Peawees, alla Skaletta Rock Club di La Spezia, passando per il Punk Rock Raduno, Otis Tour e tutto quel giro lì dove sono cresciuto e che mi ha formato, sia come persona che come imprenditore.
Una curiosità riguardo al nome che avete scelto: è chiaro il riferimento a uno dei pezzi più iconici di una delle band più iconiche della storia del punk, ovvero i Clash: ci sono delle band che hanno influenzato il vostro modo di lavorare nel mondo del merchandising?
Lo dico sempre ai nostri stampatori, soprattutto a quelli serigrafi: un buon serigrafo è per il 95% anche un musicista. C’è una linea sottile che unisce le due cose, forse è quell’aspetto artigianale e creativo del processo, o la ritmicità delle macchine automatiche che quasi ti coinvolge in un groove. Dopo più di 22 anni di esperienza, posso dirlo con certezza.
Non so se ci siano state band che ci hanno direttamente ispirato, ma il mio background DIY ha sicuramente dato una marcia in più nel costruire questa azienda.
Il nome? Viene dai Clash, è vero, e poi suona davvero bene.
In più, se vieni a trovarci in laboratorio a Roma, a metà luglio, con 40 gradi all’ombra, ti renderai conto che il nome descrive anche molto bene l’ambiente in cui lavoriamo!
Quali sono le difficoltà più grandi che riscontrate quotidianamente nel vostro mondo?
Trovare un equilibrio tra essere competitivi nei prezzi e costruire un’azienda sana per chi ci lavora è una delle sfide più grandi. Sul mercato c’è davvero di tutto, e più cresciamo e ci strutturiamo, più mantenere questo bilanciamento diventa complesso. Detto questo, credo che oggi offriamo un servizio di altissimo livello a prezzi davvero accessibili, e questo per noi è un motivo di grande orgoglio. Abbiamo anche deciso di togliere i prezzi dal sito proprio perché non vogliamo entrare nel calderone del ribasso e perché crediamo che ogni progetto debba essere valorizzato a parte!
Scriveteci se vi interessa un preventivo non vi deluderemo.
Con l’occasione voglio ringraziare oltre a tutti i nostri clienti, tutte le persone che negli anni hanno lavorato con noi, sia i dipendenti storici ma anche chi ha fatto anche solo un pomeriggio al forno a smazzarsi le maglie! C’è un grande lavoro dietro ad ogni maglietta di una band! Grazie!
Per concludere: quali sono i vostri progetti per l’immediato futuro?
Come ti dicevo, stiamo attraversando una profonda ristrutturazione aziendale!
A settembre lanceremo un nuovo servizio di stampa serigrafica di poster, con formati fino a 70×100 cm, che ci permetterà di esplorare nuovi ambiti creativi e offrire prodotti di alta qualità.
Inoltre, inizieremo a produrre una linea esclusiva chiamata Straight To Hell Signature Edition: si tratta di una collezione limitata e premium, che reinterpreta classici del merchandising con un packaging da collezione e materiali di altissima qualità. L’idea è quella di creare prodotti unici, pensati per chi ama indossare e collezionare pezzi che raccontano una storia e rappresentano un valore autentico.
E poi ci sono altre cose! Ma è troppo presto adesso, ne parliamo tra qualche mese!
Straight To Hell – Personalizzazioni | Serigrafia Roma
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