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Out Of Control Fest! (21/07/19 HT Factory, Seregno)

Ultimo concerto della stagione per Out Of Control, che conclude la stagione 2018/2019 con una grande festa all’insegna del Punk e dell’Hardcore nel mitico HT factory di Seregno, locale che apprezzo sempre per la gentilezza dello staff e dei barman, oltre che per l’ottima acustica, il palco basso e la totale assenza di barriere. Peccato per le luci bassine (un po come in tutti i locali dove sono stato, ovviamente), la mia macchinetta non è così performante, ma grazie al cielo non è vietato l’uso del flash.
Dunque arrivo in brianza 10 minuti prima dell’apertura, gira già qualche vécio con la maglia dei Sick Of It All, poco dopo arrivano la Lu, Dario e Benny a farmi compagnia, Toby e soci girano in ciabatte dentro e fuori il locale che pochi minuti dopo apre, siamo tra i primi ad entrare e mi dicono che se accompagno Benny posso entrare gratis, scoppio a ridere e dico che di solito è lui che accompagna me, tiro fuori tessera e soldi ed entro a bermi una birretta che fa caldo…baci e abbracci coi New Real Disaster che rivedo con grande piacere dopo anni, poi arrivano gli altri miei colleghi Amanda e Mau, che con me, Matte e Benny facciamo quasi mezza redazione di Punkadeka. Clima disteso ed amichevole, do un’occhiata al merch e sono quasi tentato di prendere i calzoncini degli H2O, ma cribbio 35€ proprio non ce la faccio, quindi passo oltre e mi piazzo sotto al palco per vedere il concerto dei miei amici toscani che trovo in gran forma e grintosi, fanno quasi tutti i pezzi di “The Truth, The Lie And The Compromise” e la cover di “Last One To Die” dei Rancid, che anche il buon Toby riprende per una delle sue 3000 dirette IG con sorrisi di approvazione. Pochini sotto al palco come è purtroppo normale nel milanese a quest’ora, però sappiate che vi siete persi un gran concerto.
Intanto il locale si riempie, anche se la maggior parte degli avventori si siedono nel cortiletto perché dentro fa calduccio, conosco poi un signore sulla 40ina con figlio piccolo, circa 11 anni, al seguito, mi dice che è arrivato da vicino a Grenoble per vedere gli H2O, stima Bro! Il Reb mi sembra abbastanza tranquillo, stanco ma tranquillo e spero per lui che vada tutto bene stasera…comunque ora tocca ai “losangelesini” (in provincia di New York, vero Matteo??!!?) Sharp/Shock, nuove leve punk rock che purtroppo ho fotografato pochissimo perché ero preso ad ascoltarli, ne parlano tutti benissimo e credo che se continueranno così faranno parecchia strada, io personalmente ho apprezzato molto e vi consiglio di conoscerli se non ne avete mai sentito parlare. Il locale è popolato da canotte e calzoni da basket, maglie HC old school e un sacco di presi benissimo, fa un caldo infernale e attaccano senza pietà i Battery, gruppo di Washington che suona HC da 20 anni e che non conoscevo, finalmente il pubblico si scalda e si inizia a pogare, i giovani sul palco ci danno dentro abbestia abbracciando i propri fan, buttandosi nella ressa, porgendo il mic a chiunque abbia voglia di urlare, verso il finale momenti davvero emozionanti con “that’ll never be me” e la cover dei 7 Seconds “Young ’till I Die”, assolutamente epici, tocca prendere una maglietta.
Ultimo gruppo di questa serata, la sala è strapiena e l’ultima volta che ho visto i newyorkesi era appena uscito “use your voice”, Toby è in forma pazzesca ed il tiro è altissimo nonostante siano quasi alla fine del loro tour europeo per celebrare i 25 anni di carriera, i pezzi proposti sono come sempre da paura, da “1995” a “still here” passando per l’anthem “one life, one chance”, non si riesce a muoversi e l’umidità è al livello “foresta pluviale”, stage diving a nastro e facce sudate ma entusiaste dappertutto, anche sul palco, tanto che ad un certo punto a Toby scappa un “sembra di essere al CBGB”, tanto per farvi capire che atmosfera c’era. Si conclude nel più classico dei modi con “nothing to prove” cantata dal figlioletto del frontman e con l’invasione di palco su “what happened”…fine, i giovanotti scendono dal palco e si buttano nel mare di gente che cerca una foto, io esco un attimo che sono bollito e passo a salutare la ciurma, abbraccio forte il mio amico Reb e mi appresto a tornare nella bassa che domani si lavora, ma averne di notti così, cazz!

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