È uscito il nuovo album dei Proton Packs “Visions From The Void”, quinto lavoro da studio per la punk rock band toscana. L’album, uscito per Striped Music e Mom’s Basement Records, si compone di 12 pezzi, 6 per lato, che confermano tutto ciò che di buono è stato fatto nei lavori precedenti.
Fare meglio di “Paradox”, album precedente, era molto difficile: non so se “Visions From The Void” sia meglio, quello che so è che siamo davanti ad un album maturo e completo. I pezzi, un po’ meno immediati di quello che potremmo aspettarci, scorrono via con il loro sound cupo ma allo stesso tempo melodico, incorniciato da continui riff di chitarra che richiamano direttamente ai Lillingtons, vero e proprio punto di riferimento per il quartetto di Arezzo/Siena. Il lato A si apre con In The Dark, ottimo pezzo di apertura che mette subito in chiaro le intenzioni dei Protoni, e termina con Hallucination Nation: nel mezzo vere gemme punk rock come The Backrooms, forse il pezzo più melodico del disco e The Tunnel at The End of The Light, in cui si incastrano alla perfezione le voci di Adriano e Mattia. Nel lato B il livello non si abbassa, anzi i bpm aumentano con la iniziale Over and Over (la War of the Worlds di “Vision From The Void”) e raggiunge l’apice con I Don’t Get The Memo, cantata interamente da Skottie dei The Creeps, altro grande punto di riferimento dei Proton Packs. Ogni singola traccia di “Visions From The Void” sarebbe meritevole di menzione: la sensazione è che con questo ultimo album i Proton Packs abbiano raggiunto un alto livello di sound e songwriting, riuscendo a crearsi una originalità assoluta nel panorama punk rock italiano.
Tracklist
Lato A
In The Dark
Corrupted File
The Backrooms
Call of The Moon
The Tunnel at The End of The Light
Hallucination Nation
Lato B
Over And Over
Anomaly
I Didn’t Get The Memo
Insomnianaut
Rabbit Hole Mind
Nothing Works Out in The End



