È passato giusto un mese e mezzo da sto evento, ma è stato talmente intenso, coinvolgente e fottutamente PUNK che ne sento ancora l’odore, tornare ad un concerto dei miei, con la mia gente, nella città in cui ho passato più della metà dei miei 45 anni, e che frequento tutt’ora, è stato molto emozionante, e la cosa che mi ha fatto più piacere di tutte è stato vedere che anche qui in culo al mondo la scena sta lentamente ringiovanendo, i ragazzini si divertono, non ti danno del “lei”, si buttano in mezzo anche se non conoscono una canzone, ed è stupendo.
L’altra cosa non di certo meno importante che mi ha fatto prendere bene è stato vedere così tanta gente, e di sicuro non è la prima volta che Pavia mi stupisce, infatti non più di 2 anni fa eravamo stati a Radio Aut per “una notte all’inferno“, altra serata da incorniciare, ma appena sono entrato in quel semi-interrato di Borgo Ticino ho respirato subito un’aria sana, carica di adrenalina, e poi i tantissimi amici da Genova, Torino, Milano, le chiacchiere con il bravissimo Fotografante (aka Fabio Roscio, andate a vedere che foto che fa), la rimpatriata con vecchie facce della Pavia Ultras, le risate, la Castello a 2€, le persone che mi chiedono di fargli la foto senza manco sapere dove finisce, fa tutto parte di quelle serate che ti mettono un po’ a pari con periodi del cazzo.
Chiaramente di scalette manco l’ombra, e non sono di certo io a dovervi dire cosa sanno fare Tullamore e Pretesto quando suonano, quello che vi deve interessare maggiormente sono le performance di Mad Pain e Usta, la prima band la conosco bene, li ho già visti un po’ di volte e l’impressione è sempre quella: in rampa di lancio, ovvero sti ragazzi si stanno dando da fare per farsi conoscere, stringere legami, portare la loro musica negli spazi giusti con dei concerti energici e grintosi, e a mio avviso la strada è quella giusta, e se l’orecchio non mi inganna…gli Usta invece vengono da Ferrara, hardcore punk di ottima fattura, non li conoscevo e mi sono goduto il concerto con il vantaggio di non avere transenne o palco in mezzo ai coglioni, e devo dire che per quanto mi riguarda sono un’ottima band che vale la pena di ascoltare e soprattutto di vedere dal vivo.
Le spendiamo poi due parole su una leggenda dell’hardcore torinese e su una colonna portante del celtic punk nostrano? Non vi posso dire nulla che già non sapete, i Pretesto sono semplicemente devastanti, li adoro, riescono a fare bolgia ovunque, ed i Tullamore beh…erano 2 anni che non li vedevo, qui giocano anche in casa, ma che coinvolgimento, che carica, che tutto…ma parliamo anche della Polisportiva Popolare Pavese? Ossigeno puro da queste parti, in un città dove aprono i porcili per sgomberare gli spazi di liberà, dove si viene costretti a denudarsi per una maglietta di Che Guevara, dove si sente ancora parlare di squadracce, vedere un posto del genere brulicante di vita, aggregazione e solidarietà è quasi magico. Grazie. Sorrido mentre saluto tutti e vado verso la macchina, ed il sorriso non se ne va nemmeno con 60€ di multa per divieto lasciata dai gentili cittadini dell’ordine…’tacci vostra.

























































































