Bentornati al villaggio vacanze preferito dai punk rockers di tutta Europa e di alcune altre parti del mondo (c’è gente da Australia, Giappone, Brasile…). Di anno in anno si vedono sempre le stesse facce perché chi viene qui poi non può fare a meno di tornare, e lo stesso discorso vale per le band: ci sono alcune che un anno si e uno no vengono qui, e siccome vige la democrazia, la stessa band la vedi un anno a metà pomeriggio, due anni dopo headliner, poi pre-headliner e via così. Allora col solito entusiasmo eccessivo che mi caratterizza anche quest’anno sono qui, birretta di ordinanza in mano e alle 16.50 sono davanti al Beach Stage per iniziare questo mio ottavo anno a Tolmin.
Giorno 0
Devo ammettere che non mi aspettavo così tanto dai Public Serpents, non sapevo neanche che uno di loro suonasse nei Leftover Crack…è proprio per questo motivo quando è partita “Crack Rocksteady” per me è stata una mega sorpresa. Ve la ricordate “Crack Rocksteady”? Era nella compilation “Give em the booth” (su Hellcat Rec), mai pensavo che sarei riuscito a sentirla live. Beh insomma, sti Public Serpent fanno skacore antifascista, urlano come dei pazzi, sono più imparentati con gli Operation Ivy che coi Mad Caddies e i Less Than Jake e dal vivo sono fantastici, chiudono anche con una cover di “One step Beyond” suonata al doppio della velocità, io sono al festival da 40 minuti ed ho già le gambe distrutte.
I Chaser aprono il main stage, e subito partono le mazzate sotto il palco…il loro punk hardcore melodico richiama un bel po’ di gente, nel parterre si sta belli larghi ma la partecipazione è molto buona, purtroppo non suonano “Dreamers”, ma come inizio di giornata non male.
Dopo di lavoro salgono i Save Ferris. Loro avevano un paio di hit ska-punk anni ’90 che si sentivano ovunque, radio, rock club…poi sono rimasti inattivi circa 15 anni…ora sono più attivi che mai, con qualche anno sulle spalle, e un sacco di esperienza live. Il parterre è sempre più pieno, e lo ska della band è esattamente quello che ci vuole in questo tardo pomeriggio estivo. Quando parte “The world is new” c’è ancora più macello, che ovviamente raddoppia nella super hit conclusiva “Come on Eileen”. In mezzo c’è anche tempo per “Too drunk to fuck” (Dead Kennedys) e una versione meh di “Artificial life” degli Operation Ivy. Meh perché già il pezzo è veloce e difficile da cantare, loro aggiungono bpm e diventa praticamente incomprensibile. Però ogni cover degli Operation è benvenuta, quindi bene.
Balzo i Codenfendants e passo ai Baboon Show, concerto fantastico, l’ultima volta visti qui erano un’ottima band da metà pomeriggio che avevano ancora tutto da dimostrare, dopo 2 anni di tour e un disco nuovo però sono perfetti nella posizione di pre-headliner: intrattengono, divertono e spaccano tutto con il loro punk-rocknroll aggressivo ma melodico, e un paio di richiami ai Black Sabbath (pezzi di War Pigs e Iron Man durante “You’ve got a problem without knowing it”)
il finale con i Refused è stato devastante…mega attesi, mega groovy, Dennis Lyxzen è un front man della madonna, ribaltano il parterre fino alla conclusiva “New Noise” con l’inevitabile invasione di palco e i fumogeni.
Sul FB del festival potete vedere le dirette dei vari concerti
https://www.facebook.com/punkrockholiday






Il report fa come sempre venir voglia di essere lì, ma saltare una esibizione live dei Codefendants è grave!
Metallo Paolo ma sai che anche allo slam dunk (quello coi rancid) mi han detto che avevano spaccato, però boh io ascolto i loro pezzi e non mi dicono niente…probabilmente sono una band da live e.non da studio.
Poi c’è da fare un discorso di anzianità, in una line up così subito il primo giorno, ad un certo punto dovevo (dovevamo) tirare un po’ il fiato.