Punkadeka festival 2026- MXPX

Punk Rock Holiday 2025 – Giorno 1

Giorno 1
Il sole splende alto su Tolmin quando il Beach Stage apre le ostilità coi Queens of Everything, una band di pazzi con contrabbasso, tastiera e fiati che mischiano swing, punk, e rocknroll con inserti metal e hardcore. Appena arrivo la band ha iniziato da 2 minuti e già il parterre è un casino, il loro mix ultraenergetico fa muovere il culo anche se sono le 12 e sei solo a metà della tua prima birra della giornata. Dopo di loro i nostri conterranei Wasei cambiano totalmente le carte in tavola: hardcore iper-melodico con armonie vocali da paura, partono con un pezzo quasi solo vocale (“Adelphia” ultima traccia del loro ultimo disco), poi vai col classico tupatupa. All’inizio il pubblico lascia lo spazio davanti al palco libero e ascolta, ma bastano due cover (“The Cause” e “Don’t call me white”) per riempirlo di gente che fa casino…”Mud” chiude il tutto con il parterre ormai conquistato. Gran concerto! e che cazzo di pezzo è “Big enough”? Mado’.

Pre-headliner del Beach Stage sono i fantastici The Iron Roses, già visti in azione al Carroponte a Maggio, prima dei Pennywise. Il loro disco del 2023 (autointitolato) è uno dei dischi punk migliori usciti negli ultimi anni, il loro punkrock politico, ultramelodico e militante trova nel live la sua dimensione perfetta. “Round and round”, “Screaming for a change”, “Old guard” e tutte le altre sono ormai inni che la gente urla a squarciagola e che emozionano anche se non conosci a memoria i testi. Non vedo l’ora di rivederli acustici domani.

I Gob li conosco solo per “Give up the grudge” pezzo fantastico del 2003, questo mi incuriosisce abbastanza per andare a vederli sul Main Stage e scoprire che sono veramente fighi! Pop-punk che alterna momenti leggerini e divertenti a pezzi più hardcore melodico, io ovviamente preferisco i primi. Però l’ora in loro compagnia passa piacevolmente, all’inizio del concerto c’è poca gente sotto il palco, ma piano piano si riempe e come spesso succede ora di metà set c’è il delirio. Scopro che sono anche gli autori di “I hear you calling” uno di quei pezzi che conoscono tutti ma nessuno si ricorda da dove viene (era in Beverly Hills 90210).

Dopo di loro gli Ignite, che qua sono di casa, credo sia la loro quinta volta negli ultimi 10 anni, partono a mille col loro anthem “Veteran” e il resto è una routine di macello sotto e sopra il palco, mazzate e stage invasion.
Chiudono il Main Stage i Millencolin che fanno il loro solito concerto, pulito, un po’ freddo, sembra di sentire un cd, non molto emozionante anche se la scaletta è infarcita delle loro classiche hit.

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