Quando ho bisogno di una boccata d’aria ascolto i Millwanks, sti giovanotti vengono dalla mia zona, perlomeno la zona dove sono cresciuto, la sfigatissima bassa pavese dove gli 883 hanno segnato il destino di migliaia di kidz e fatto più danni peggio della Montessori, dove però c’è una piccola sacca di resistenza punk. E oggi in occasione dei 10 anni di attività della band gli faccio una piccola intervista:
Ciao ragazzi e benvenuti su Punkadeka, partiamo dall’inizio prendendola bella larga, quando e come nascono i Millwanks, e perché questo nome?
I Millwanks nascono nel settembre del 2015 a causa di una fin troppo generosa passione per la birra, le serate ignoranti al pub, il football inglese di una volta (ignorante anch’esso), la musica (ignorante) e il senile tentativo di Mimmo (aka Mimman) di coronare un suo sogno di gioventù, ovvero bere birra gratuitamente.
Spinto quindi da questo nobile ideale contatta assuocuggino Giuseppe (aka Paino) batterista e aspirante bassista, e Cale (aka Stupid Dave nella golden era, oggi Fatimo) col compito di impartire lezioni di basso al suddetto assuocuggin.
Alla terza pinta Cale diventa il bassista del trio e Paino viene spostato ad una comoda batteria.
L’intento è quello di riproporre i pezzi più ignoranti della scena Oi!, passando dagli Evil Conduct, Last Resort, primi Booze and Glory e tante altre chicche simili.
A quel punto la prima formazione dei Millwanks vede la luce in sala prove e immediatamente si materializza una concreta necessità: serve assolutamente un’altra chitarra perché Mimmo, che già fa cagare a cantare, non potete nemmeno immaginare cosa possa essere quando canta e suona contemporaneamente, Cale è discordante rispetto al contesto vocale e approccia per la prima volta l’uso del plettro sul basso.
Di Paino ne parleremo dopo, verrà il suo glorioso momento.
A quel punto viene ingaggiato il terzo cugino, Daniele (aka lasciamo perdere, perché ha più soprannomi lui di Apollo Creed) che per attimi ci fa fantasticare un nome alla Ramones…tenetevi forte…i Cosentinos!!!
Vince purtroppo il nome Millwanks, a causa delle troppe birre, dell’immeritato successo di una versione di I’m Forever Blowing Bubbles in cui Cale e Mimmo si sono conosciuti, dal fatto che ci sembrava abbastanza ignorante e ci metteva già sulla buona strada per prendere mazzate alla prima occasione.
Così nascono i Millwanks dei primi 12 mesi, cover band Oi!, che sulla carta vorrebbero fare brutto, ma, essendo formata da 4 imbecilli, più che ridere e fare ridere non riesce a fare.
A quel punto, dopo l’abbandono di Paino (che avrà il suo momento di gloria) e una breve parentesi di Teo (aka il faraone), viene raccolto per strada Maurizio (aka Vinnie Vinegar, GG Dag o Luciano Spalletti, se preferite) e avviato alla batteria con l’auspicio di fermare una vecchiaia che lo sta chiaramente divorando a vista d’occhio (auspicio ampiamente disatteso).
Giunti a ‘sto punto, ci siamo giustamente guardati in faccia e abbiamo capito che per fare cover sconosciute ai più, forse, tutto sommato, sarebbe stato più intelligente e meno ignorante, fare degli inediti sconosciuti ai più.
E lì nacque di getto, in non più di due mesi, tutto “Exit the ace in first hand” e qualche abbozzo di “Kit is dead”.
Dopo 4 anni a girovagare come quartetto, la voglia di far minchiate ci porta a contattare Marco (aka Cacio, aka Paco Robbone) e il suo sassofono per un side project di cover ska classiche dal nome “Mimì and the mollos”, in onore dello ska e di Malesani.
Progetto durato una serata (più due anni di pandemia).
A risarcimento del tempo perso e con la speranza di fargliene perdere altro, i quattro decisero di accogliere il sax e Marco nei Millwanks.
Sembra doveroso, a questo punto, a chiusura della presentazione, far rilasciare una pregna dichiarazione al buon Paco:
“È come coi cani: sono 5 anni da umani, ma in anni Millwanks fanno tipo 35…essendo qui da più o meno 5 anni, praticamente mi sono perso la fase Mill e mi è rimasta quella Wanks…sono stato attirato con l’inganno, sedotto con la promessa di una sessione fiati in cui nascondermi e far solo finta di muovere la mani…sono rimasto per il rosé (qualcuno sa perché) e per garantire a Daniele un altro Millwanks coi capelli.”
Ed eccoci qui, signor Giudic…ah no scusate, non è “Un giorno in Pretura”…
10 anni di attività non sono pochi, raccontateci qualche aneddoto succulento, mi piacerebbe sapere il momento più esilarante che vi è capitato ed il momento peggiore, se c’è stato, quel momento che magari vi ha fatto pensare “basta”.
Beh, di momenti esilaranti ne abbiamo a bizzeffe:
Nitto che si tira il portellone della macchina sul mento, Fatimo che si piscia sulla cintura, Mimman che vomita (sobrio) appena prima di salire sul palco, Maurizio che dorme per due ore di viaggio con una media piena in mano senza mai rovesciarla… da non in nessun modo dimenticare, il tizio che, durante un nostro concerto, decide di far vedere l’uccello a tutti… poi gli scozzesi che bestemmiano insieme a noi, il cantante dei Total Chaos che dà a Mimman del “pickle merda”, poi praticamente tutte le serate passate in compagnia di Bad Frog e Pessimi Elementi.
Quanto ai momenti più bassi, invece, sono sicuramente due:
– il primissimo live con Paino ubriaco che parte 2 volte di fila con la stessa canzone, e conseguente figura di merda.
– quella che noi definiamo “la data zero”, presso lo splendido e mai dimenticato “Circolino” di Vallescuropasso: eravamo talmente marci che Fatimo, inserendo il jack nel basso con troppa veemenza, si ribalta sulla batteria…di conseguenza, non reggendosi in piedi, viene fatto accomodare su una sedia portata sul palco, dove poi avrà attacchi di sonno per tutto il live (evento di cui è conservata imperitura memoria in una meravigliosa gif, disponibile a richiesta, ma soprattutto a pagamento); Mimman che inginocchiandosi fracassa un bicchiere di birra; non portiamo a temine nessun brano; più volte partiamo tutti e quattro con altrettanti brani diversi…è stato un segno evidente che, forse, prima di suonare è meglio stare un filino più sobri.
Con i momenti bassi ci fermiamo qui perché, per tutti gli altri, siamo in trattativa con Sky per fare una serie in dieci puntate…
10 anni e due dischi, entrambi composti da giochi di parole “inglesizzati”, dentro però ci troviamo anche spunti di riflessione interessanti, ovviamente in salsa Millwanks, parliamo un po’ di questi due lavori.
“Exit the ace in first hand” è uscito di getto, tante buone idee concentrate in un disco ska-punk veloce e diretto; avevamo già pronti altri pezzi che, però, sono finiti sul disco successivo per non renderlo troppo lungo.
Essere troppo seri, anche su tematiche serie, non fa proprio per noi, l’idea era quella di far divertire, ma allo stesso tempo, in qualche modo, far riflettere.
La nostra impronta può sembrare leggera ed ilare, data l’ironia e il sarcasmo dei testi, ma genera pezzi che, se ascoltati attentamente, dando il giusto peso alle parole, riescono a trasmettere un messaggio chiaro e preciso.
Questa attitudine si è meglio espressa nel nostro secondo lavoro, “Kit is dead”, con brani come “Se io avrei” e “8×1000”.
I titoli degli album sono a cura di Mimman, non molto ferrato sull’ italiano ma noto conoscitore della lingua inglese e del dialetto salernitano.
Il titolo “Exit the ace in first hand” è stato tradotto letteralmente da un titolo di giornale di provincia che diceva così: “Esce l’asso in prima mano…volano schiaffi e porchidii”.
“Kit is dead”, invece, è un gioco di parole che bypassa completamente l’italiano: kit is dead = kitemmuort.
Ricordiamo, però, che quando siamo in saletta, di tanto in tanto, ci viene voglia di coverizzare/rovinare i pezzi di band a noi care, meglio se del territorio pavese…e da qui nasce l’idea di “Is not flour of our bag”, un EP di poche tracce, in cui stravolgiamo il sudato lavoro di altre band come: Pessimi Elementi, Bad Frog, gli storici D.D.I. Hardocore Pavia ecc…su questo album effettivamente c’è poco da dire perché, appunto, is not flour of our bag!
un uccellaccio mi ha detto che qualcosa bolle in pentola, e state uscendo con un nuovo disco dopo 6 anni, cosa si devono aspettare i vostri adepti?
l’uccellaccio ti ha detto bene, qualcosa bolle in pentola…come un bello spezzatino, o, meglio, una Genovese…lo stiamo facendo cuocere a fuoco lento per non lasciare nulla al caso…non lasciatevi ingannare dalla tempistica, dettata, ahinoi, più dal precoce invecchiamento che dalla cura maniacale.
Sarà comunque una cafonata in perfetto stile Millwanks, solo più curata e con l’aggiunta stabile del sax di Paco Robbone.
Anticipiamo, a proposito, che un tema costante di molti nostri pezzi, ancora una volta, sarà il lavoro. Nonostante le apparenze, che ci crediate o meno, non siamo esattamente dei performanti stakanovisti, e il lavoro è più che altro una condanna che ci tocca.
Nel nuovo album affrontiamo nuovamente l’argomento senza timore di addentrarci, senza peraltro averne competenza alcuna, nelle sue molte sfaccettature, fino a proporre una profonda riflessione sul complesso tema del lavoro salariato.
Per diffondere meglio il messaggio intendiamo avvalerci dei più efficaci stratagemmi della comunicazione, altra disciplina della quale siamo sapientemente digiuni, e accompagnarla con una performance visiva collettiva: se, malgrado tutto, volete farne parte, venite a sentirci.
in 10 anni avrete incontrato centinaia di band, ci sono delle band in particolare con le quali avete stretto dei buoni rapporti?
Con Pessimi Elementi e Bad Frog è stato amore a prima vista/ascolto, con loro le serate prendono sempre la piega giusta per essere memorabili, anche al di fuori del condividere il palco, tipo in piena pandemia che organizzavamo aperitivi in videochiamata con loro!
Estremamente indicativa, nel merito, è una esclamazione recente del buon Paco: “Ho visto i Pessimi Elementi molto più spesso dei miei parenti, con entrambi mantengo comunque buoni rapporti!”.
Una menzione speciale, poi, va a Dario Rude frontman de “Il Complesso”, con cui, tra l’altro, abbiamo avuto l’onore di condividere il palco del “Punktoberfest” a Dundee, in Scozia (vicino Polignano a mare, per chi è digiuno di geografia), nonché mentore di ”Last one to die crew”, collettivo di persone meravigliose che si sbatte per portare qualcosa nelle infami e infauste provincie del basso nord Italia.
da dove arrivano le vostre canzoni e come nascono i vostri testi? Avete qualche gruppo di riferimento?
Le nostre canzoni si materializzano quando meno ce lo aspettiamo: Nitto di solito le partorisce quando è seduto sul cesso al lavoro, Cale le scrive tra un bancale di patatine e svariate bestemmie, mentre Mimman, da parte sua, ne ha scritte solo 2 (solo le parole intendiamoci, perché di musica non capisce un cazzo) per omaggiare le sue due più grandi passioni, lo ska (meglio se classic jamaicano) e il pub del suo e nostro cuore, sito al civico 77/a di Viale Bligny a Pavia dove, come detto prima, nascono i Millwanks.
Le altre nascono direttamente da jam session fatte in sala prove, quando ci divertiamo ad imitare i musicisti seri, e altre ancora prendono vita al bancone del pub quando l’alcolemia sale ben oltre i limiti fissati dal nostro caro ed attrippato ministro dei trasporti.
Le nostre influenze musicali? Troppe, ognuno di noi ha un bagaglio di conoscenza e apprezzamento che definire variegato sarebbe riduttivo…diciamo che facciamo un grammelot, per dirla con l’immenso Dario Fo, musicale.
Pavia e le sue contraddizioni, città universitaria ma vecchia dentro, che rapporto avete con la città?
eh…Pavia…croce e delizia, città meravigliosa da un lato e abominevolmente merdosa dall’altro. Come hai detto tu, città giovane e universitaria, ma, al contrario di noi, vecchia dentro…non potremmo essere più d’accordo!
Fino a qualche anno fa, nel periodo estivo, c’erano alcuni bei festival, come “Maggio Pavese”, “Molecole” e “Bubbles Fest”.
Ora, invece, zero festival…e i locali di musica dal vivo sono spariti…con somma gioia di qualche nostro concittadino, ci sentiamo di aggiungere.
Sono rimasti luoghi di aggregazione, dove la gente ha voglia di fare qualcosa, come, ad esempio, la nostra seconda casa, ossia il pub “Borgo Calvenzano”, il pub “San Tommaso”, il circolo “Via d’acqua”, la “Polisportiva Popolare” e il circolo ARCI “Radio Aut”…alcuni ci hanno ospitato, altri ancora no…chissà…vedremo.
Per ora vi invitiamo a festeggiare con noi 10 anni di questo circo chiamato Millwanks, in compagnia di Rubber Room, Nope, Sinistri Corti e Pessimi Elementi, domenica 27 luglio, da mezzogiorno, al “Birrificio Occupato” in via Cascina Bettolino 1, Sant’ Alessio con Vialone (Pv).
Birra, punk rock e tanta, tanta ignoranza! Ps: portate il costume!!
-Spazio libero tutto vostro, sbizzarritevi!
E allora, concludendo, grazie mille a te, Matt, per l’occasione e la disponibilità, però…noi abbiamo risposto alle tue domande…tu sarai in grado di rispondere alle nostre???? Dajeeeeeee!!!!
Ebbene si, in 12 anni di recensioni/live report/interviste per Punkadeka non mi era mai capitato che qualcuno mi facesse delle domande, sono emozionato. Siccome sono un cialtrone peggio di sti amorevoli pazzi, alcune risposte sono serie, altre volutamente dementi, e a volte mischio demenza e serietà, insomma chi mi conosce capirà sicuramente.
Matt, sei sicuro di voler legare il tuo nome alla nostra reputazione? Cioè, hai letto almeno una volta i nostri testi?
Tanto dopo che qualcuno che non posso nominare ha pubblicato il famoso comunicato dei falsi Sham 69 la mia reputazione fa già cagare, quindi prima fammi controllare di aver scritto alla band giusta…ok check fatto, si i vostri testi li ho letti e li ho trovati sinceri ed interessanti, non capendo un cazzo di musica (intesa come tecnica musicale, infatti solitamente mi limito a dire che “suona bene” o cose del genere) mi soffermo molto sul testo in se, lo leggo senza musica sotto e tutte ste cagate che richiedono tempo, ma che considero fondamentali per avere un’opinione su un disco.
È stato un errore di giudizio, un momento di debolezza o ti serviva un articolo di puro autolesionismo per movimentare la linea editoriale della webzine?
Diciamo che i tempi che corrono ci portano ad essere un po’ tutti autolesionisti, c’è chi vota la Meloni, c’è chi va ai comizi di Salvini, una volta ho trovato su facebook un gruppo di 150 terrapiattisti australiani convinti di non esistere, poi diciamoci la verità: se non porto “likes” in redazione mi licenziano, quindi iniziate a creare account fasulli che qui c’è da sbarcare il lunario.
Quando ci hai contattato, stavi cercando i Millencolin su Google e hai sbagliato spelling?
I Millencolin mi fanno cagare, va bene l’autolesionismo, ma c’è un limite a tutto…e comunque è colpa vostra e di quel concerto incendiario dove vi ho visti per la prima volta, al BubbleFest, sul palchetto piccolo com Mimman in canotta e quell’OI! che mi ha fatto venire sete.
Ci consideri una band ska-punk, un gruppo di cabarettisti con strumenti o un progetto sociale per il reinserimento dei disadattati sonori?
Diciamo che in tutti i casi fareste del bene al prossimo, voi non lo sapete ma siete delle belle persone.
Onestamente, ti piacciamo davvero o sei uno di quelli che confondono l’ironia con la sindrome di Stoccolma musicale?
Sai chi dice “Stoccolma”? Una che ha mangiato tanto..”sto colma”, invece una che sta sudando molto dice “Stoccarda”. Penso sia valida come risposta, comunque spiego per quelli che almeno una volta nella vita hanno detto “non sono razzista, ma..”, e confermo che considero i Millwanks un’ottima band.
Se domani ti chiamassero i Mad Caddies, butteresti giù l’intervista con noi o ci useresti come opener per farti bello?
Per alcune band la vita è leggermente più semplice, mi riferisco alle band estere che campano di musica, invece qui in Italia o sei un grande nome oppure devi andare in bottega se vuoi mangiare, quindi belli i Rancid, fantastici i Cock Sparrer, ma la mia stima più grande va verso chi impiega il suo tempo libero, trascurando amici/famiglia/relax per imbracciare uno strumento e far divertire 4 scappati da casa, siete i miei eroi.
Hai ascoltato Kit Is Dead con le cuffie buone o sul cellulare appoggiato al lavandino?
“Kit is Dead” suonerebbe figo anche con l’impianto che usano per la processione della madonna della stella.
Quale pensi sia il nostro punto di forza: le chitarre distorte, il sax che entra sempre a caso o i titoli in inglese tradotti da Google Translate alle 3 di notte?
Secondo me sono i calzoni della tuta verdi. Ma trovo più interessante vedere che fate quel cazzo che vi pare, cosa non scontatissima.
Se fossimo un prodotto da banco frigo, saremmo più simili a un wurstel dimenticato o a una ricotta con le bolle?
Azzarderei quasi la salama da sugo.
Sii sincero, Matt: se non avessimo il nome che sembra uscito da un porno vintage, ci avresti comunque intervistati?
Non lo so, sai, uno vede la canotta e non capisce più una madonna, ho comprato il vostro primo disco ad occhi chiusi ed è come quando scaricavi “il signore degli anelli” dall’internet ed era quello con le disoneste, alla fine lo guardi lo stesso e ti piace un sacco.
Appuntamento il 27 Luglio a Sant’Alessio:
10 years of Farts
Millwanks end friendz:
The Rubber room
Pessimi elementi
Nope
Sinistri corti
INFO:
– inizia alle 12
– la birra è a cm 0, siamo direttamente nel birrificio di Birrificio occupato
– abbiamo i migliori balordi del Pub Borgo Calvenzano che spillano le birrette
– abbiamo una grande piscina e tante pistole ad acqua e gavettoni!!
– VENITE IN COSTUME
– portate pace, allegria e quel pizzico di pazzia che renderà la giornata indimenticabile
– se ce l’avete, portate un amico Astemio che guida
– Cibo per tutti i gusti! Carne, veg, ecc ecc





Millwanks ????????
Media: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2198104693970096&set=p.2198104693970096&type=3