Certe storie sembrano inventate, invece appartengono alla vita reale di Joe Strummer, purtroppo scomparso nel 2002, anima e voce dei The Clash. E questa è una di quelle che ancora oggi suona perfettamente punk.
Nei primi anni ’80, a Parigi, Strummer partecipò a diverse maratone, non sono corse qualunque, ma quelle imprese che richiederebbero disciplina, allenamento e rigore. Tutte cose che lui, almeno in quell’occasione, decise di ignorare completamente.
La preparazione per la maratona del 1982 fu però qualcosa di decisamente fuori da ogni schema. Nelle quattro settimane precedenti non fece assolutamente nulla: zero allenamenti, neanche un chilometro di corsa. E la sera prima della gara si presentò ubriaco fradicio, dopo aver bevuto una decina di pinte di birra. Fu lui stesso a raccontarlo senza filtri: “Visto che lo volete sapere, ecco il mio allenamento: zero corsa per quattro settimane e una decina di birre la sera prima. Non consiglio di fare lo stesso, ma è così che faccio io”.
Eppure, alla linea di partenza si presentò davvero, insieme alla fidanzata Gaby. Senza equipaggiamento adeguato, con scarpe e vestiti presi in prestito all’ultimo momento, Strummer corse tutta la gara. E non solo: la concluse in circa 3 ore e 20 minuti, un tempo che molti runner preparati faticano ancora oggi a raggiungere.
All’arrivo, mentre agli altri partecipanti venivano offerti succo d’arancia e zucchero per recuperare, Joe rimase fedele a sé stesso. Alla domanda se volesse qualcosa da bere, la risposta fu secca e memorabile: voleva una sigaretta e una birra.
L’anno successivo, il 17 aprile 1983, partecipò anche alla Maratona di Londra, chiudendo in 4 ore e 13 minuti. Anche lì, senza mai perdere il suo spirito: “La più grande tentazione della maratona di Londra è entrare in un pub lungo il percorso”.
Una storia che, più che sportiva, è un perfetto ritratto di cosa significhi davvero essere punk: fare le cose a modo proprio, anche quando sembrano completamente fuori logica. E magari riuscirci pure.




