New York negli anni ’70 era la peggior città del mondo occidentale del ‘900 ed ha sfornato la migliore musica del mondo occidentale del ‘900. Una provocazione? No.
In bancarotta, la Grande Mela, aveva un giro di locali limitato, ma un gruppo di band infinite. C’era il Mercer Arts Center, che però un giorno crollò, non in senso metaforico ma proprio fisico, lasciando la parte bassa di Manhattan senza troppi locali.
Il CBGB (Country, Bluegrass, Blues and Other Music For Uplifting Gourmandizers) prese il suo posto, ma già dal nome non aveva molto chiaro l’indirizzo musicale.
Furono Patti Smith, i Ramones, i Television, i Blondie, i Talking Heads a cambiarne per sempre il sound, e lasciando Londra come capitale del look del Punk, ma non del suono originale.
Il libro parla molto del proprietario Hilly Crystal, spiegando anche che, a parte il solito fiuto affaristico del giro Punk, avesse anche una grande umanità e riconoscenza, piuttosto sconosciute nel mondo musicale (nel mondo in generale).
Il locale più iconico di qualunque altro genere musicale prima e dopo, aveva i topi dentro, i tossici fuori sdraiati alle sei del mattino, e una cucina che non si è capito se fosse buona o discutibile.
Ma ora che è diventato un negozio di T-shirt (quando ci andai io sempre dei Ramones ma costose tanto), dobbiamo dirlo, è stato il locale più influente del Punk e forse in generale di qualunque altro genere musicale.
La storia del CBGB raccontata da Carlo Bordone insieme a Silvio Bernelli e Roberto “Tax” Farano diventa live il 24 Gennaio al Blah Blah di Torino.



